Hamza Salama ucciso a Crema, nel quartiere San Bernardino cresce la paura: “Qui la situazione è difficile”
Hamza Salama, la vittima
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SeguiciCrema (Cremona), 9 aprile 2026 – È stato trovato ieri pomeriggio il coltello con il quale il diciassettenne ha inflitto numerosi fendenti ad Hamza Salama, il ragazzo di vent’anni caduto sotto i suoi colpi la sera del lunedì di Pasqua. L’arma è stata rinvenuta nel tragitto dal luogo dell’assassinio e la casa del giovane accusato dell’efferato delitto, nel quartiere di San Bernardino.
Non è ancora stato trovato, invece il grosso bastone con il quale il 17enne ha infierito contro la sua vittima. Da rinvenire anche la bicicletta rapinata a un passante subito dopo il delitto e utilizzata dal 17enne per allontanarsi dal posto. Non improbabile che la stessa sia servita all’arrestato per arrivare a casa del fratello, a Sergnano e che poi sia stata abbandonata in un luogo vicino all’abitazione del congiunto.
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L’interrogatorio
L’avvocato del minore, Vincenzo Cotroneo, nel pomeriggio di ieri è stato nel carcere del Beccaria per parlare con il ragazzo e concordare una linea di difesa: questa mattina alle 11 è previsto l’interrogatorio davanti al giudice del tribunale dei minori e il diciassette non dovrebbe rifiutarsi di rispondere. A seguire il gip deciderà se convalidare l’arresto e se il 17enne dovrà restare in carcere in attesa del processo o se la misura potrà essere attenuata.
Le reazioni
Reazioni preoccupate, ma non di stupore, tra i residenti a San Bernardino, perché la situazione di degrado e di criminalità si protrae ormai da parecchio tempo. La paura è misurabile anche dal fatto che chi si presta a commentare non vuole che venga messo il proprio nome e cognome ma soltanto le iniziali.
“Quanto accaduto è un caso di assoluta gravità – afferma K.K. –. Conosco bene le due famiglie e i loro parenti. Il gravissimo episodio a mio avviso è dovuto al fatto che entrambi i giovani frequentavano quell’appartamento di via Vittorio Veneto 12, che da sempre crea problemi. Quattro giorni fa qualcuno aveva sfondato il vetro della porta d’ingresso del condominio. L’Aler dovrebbe intervenire e chiudere quell’alloggio, che ospita persone pericolose”.
A.A., un professionista denuncia: “Ho chiamato più volte la polizia locale per avvertire di situazioni pericolose, ma mi sono sempre sentito dire che non erano di turno e quando lavoravano non li ho mai visti arrivare. E quando arrivano, inutile fare i giri stando in auto, senza fermarsi, senza controllare”.
Infine, un episodio capitato a un marocchino da tempo residente nel quartiere, A.D.. “Stavo rientrando a casa dopo il lavoro e quattro ragazzi erano in mezzo alla strada, poco prima del sottopasso – racconta –. Ho suonato per farli spostare e il ragazzo che ha ucciso Hamza mi ha insultato in arabo. Non sapeva che era la mia lingua e che ho capito che cosa mi stava dicendo. Sono sceso dalla mia auto e gli ho risposto in arabo e lui, invece di scusarsi, mi ha affrontato continuando a insultarmi. Gli ho detto che avrei chiamato la polizia e lui ha risposto che non gli interessava perché non gli avrebbero fatto nulla. Non sono bravi ragazzi”.
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