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Tavazzano, oggetto sfonda la cabina di guida, macchinista ferito: caos sui treni della linea Milano–Piacenza

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02.03.2026

Treni in titl sulla Milano-Piacenza

Per approfondire:

Articolo: “Mi sono sentito male”, il conducente del tram ricostruisce l’incidente: la corsa senza freni, il deragliamento e lo schiantoArticolo: Codogno, travolto e ucciso da un treno in stazione: interrotta la linea tra Milano e Piacenza

Lodi, 2 marzo 2026 – Infortunio per il macchinista di un treno regionale diretto a Milano e rientro serale da incubo per centinaia di pendolari del Lodigiano e del Sud Milano. Polizia ferroviaria, carabinieri e un’ambulanza sono intervenuti, poco dopo le 18, nella stazione di Tavazzano con Villavesco, dove è stato fermato il treno regionale 2178 partito da Bozzolo alle 17.01 e diretto a Milano Centrale. 

La ricostruzione 

Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di accertamento, il macchinista del convoglio sarebbe stato colpito da un oggetto che ha sfondato la vetrata della cabina di guida. L’impatto ha causato il ferimento dell’operatore e il blocco immediato del treno. Si tratterebbe di un pezzo perso da un treno di passaggio nella posta direzione di marcia è finito appunto addosso al mezzo diretto a Milano Centrale. Due le persone soccorse dal personale sanitario, di 44 e 51 anni, quest’ultimo il controllore. Nessuno risulta in gravi condizioni, ma l’episodio ha innescato un effetto domino sull’intera linea ferroviaria Milano–Piacenza.

Circolazione paralizzata 

La circolazione è finita rapidamente nel caos, con ritardi stimati fino a 90 minuti, numerose cancellazioni e variazioni di percorso. A subire le conseguenze maggiori è stato soprattutto il traffico suburbano: otto corse hanno subito modifiche e due sono state completamente soppresse. Pesantissimi i disagi per i viaggiatori in partenza e in arrivo a Lodi e Tavazzano, dove molti treni sono rimasti fermi a lungo sui binari o sono arrivati con forti ritardi.

Odissea per i pendolari

La situazione, già critica nel pomeriggio per un guasto a uno scambio nella zona di Lambrate, è precipitata nelle ore di punta del rientro dal lavoro. Numerosi pendolari sono rimasti bloccati nelle stazioni e a bordo dei convogli per oltre un’ora e mezza, in attesa di informazioni e di una ripresa del servizio. Dalla via Emilia, strada statale 9, intorno alle 20, erano ben visibili lunghi treni incolonnati, segno evidente di una circolazione ancora fortemente rallentata.

I cartelloni con i ritardi e le cancellazioni

La protesta

Durissime le proteste del Comitato pendolari del Lodigiano e Sud Milano, che denuncia una gestione dell’emergenza confusa e carente sotto il profilo informativo: «C’è stata una grave mancanza di comunicazioni chiare. Le app parlavano di soccorso sanitario, dagli altoparlanti si è invece sentito prima parlare di un atto vandalico, poi di un guasto tecnico. Il risultato è stato il caos totale. Nel 2026, in una delle principali direttrici ferroviarie lombarde, una situazione simile è inaccettabile». Un rientro serale che si è così trasformato in una vera e propria odissea per centinaia di lavoratori e studenti, riaccendendo le polemiche sulla fragilità del sistema ferroviario e sulla necessità di garantire standard più elevati di sicurezza, affidabilità e comunicazione.

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