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Alessandro Livraghi, bloccato in Thailandia per la guerra: “Dovrei partire domenica, ma nessuno ha certezze”

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11.03.2026

Alessandro Livraghi e uno dei tanti attacchi con droni e missili nella guerra del Golfo

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Lodi, 11 marzo 2026 – Restano l’incertezza e l’attesa per Alessandro Livraghi di Lodi, 61 anni, personal trainer, il  bloccato in Thailandia a causa del conflitto, che ha complicato i collegamenti aerei con l’Italia. Dopo giorni di aggiornamenti e tentativi di rientro, la situazione rimane in evoluzione e il ritorno resta appeso alle decisioni delle compagnie e alla disponibilità dei posti sugli aerei.

Un'attesa costante

“Sto aspettando – racconta –. Dovrei partire domenica prossima, alle 2 di notte, da Bangkok, con arrivo previsto a Malpensa alle 13. Però mi hanno detto chiaramente che nessuno ha la sfera magica”. Una frase che sintetizza bene il clima di incertezza che stanno vivendo molti italiani rimasti nel Paese asiatico.

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Nel frattempo, l’uomo ha deciso di organizzarsi, per evitare ulteriori disagi. “Ho prenotato il mio albergo per altri cinque giorni”, spiega, scegliendo di prolungare la permanenza nella struttura dove si trova attualmente, dopo le difficoltà incontrate da altri connazionali.

La gestione della situazione

"La Farnesina, infatti, nei giorni scorsi ha inviato agli italiani presenti in Thailandia un link via WhatsApp per acquistare i biglietti dei voli disponibili - spiega -. Alcuni viaggiatori hanno seguito questa procedura e si sono recati all’aeroporto, convinti di poter partire con un volo operato da una compagnia italiana diretta nel nostro Paese. Una volta arrivati allo scalo, però, la situazione si è rivelata più complicata del previsto. I biglietti venduti erano infatti superiori ai posti disponibili sull’aereo e parte dei passeggeri è rimasta a terra. A loro è stato indicato un hotel a Bangkok, ma non tutti sono riusciti a trovare sistemazione.

Una vacanza forzata

“Chi ha provato a partire, pagando di tasca propria il biglietto, si è ritrovato a dover cercare un albergo all’ultimo momento – racconta ancora –. Molti non erano riusciti a prenotare in tempo e negli hotel indicati non c’era più posto”.

Per questo il lodigiano ha preferito evitare ulteriori spostamenti e rimanere nella località dove si trova. “Forse la scelta migliore è stata trasformare questa situazione in una vacanza forzata e prolungare il soggiorno nel mio albergo”, aggiunge.

Guardando al futuro

Per ora la sua permanenza in Thailandia è quindi certa, almeno fino al 12 marzo. “Sto seguendo gli sviluppi giorno per giorno”, conclude, con la speranza che il volo previsto nel fine settimana possa davvero riportarlo in Italia. 

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