Famiglia del bosco, Nathan dà l’ultimatum alla moglie Catherine: “Fai come dico o vado avanti da solo a riprendermi i figli”
La famiglia nel bosco di Palmoli: Nathan Trevallion, Catherine Birmingham e i tre figli
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Catherine Birmingham e Nathan Trevallion con i tre figli, la famiglia del bosco di Palmoli
Minacce e insulti alla magistrata Cecilia Angrisano
Il segnale più eloquente di come questa vicenda, che si trascina da novembre, abbia superato i confini sta nel fatto che la presidente del Tribunale per i minori, Cecilia Angrisano, firmataria del provvedimento con cui è stata sospesa la potestà genitoriale, si muova ormai con una scorta rafforzata. Minacce, insulti, pressioni, tutto scaricato addosso a una magistrata che ritiene di aver solo applicato la legge.
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Il ministro Nordio invia gli ispettori in Tribunale. Mantovano: “L’interesse dei bambini è stare il più possibile con i genitori”
Non bastasse, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha deciso di spedire gli ispettori per mettere sotto la lente l’operato di chi ha disposto l’allontanamento dei bambini. A dare la cornice politica ci pensa Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. La sua posizione è netta: “L’interesse superiore dei minori è che il più possibile stiano coi genitori. E la riprova che qualcosa è andato storto sta nel fatto che questi bambini, che prima vivevano nelle condizioni che tutti conosciamo, non avevano turbe di alcun tipo. Oggi si producono in gesti di autolesionismo e hanno bisogno dell’assistenza continua dello psicologo…. Ecco, quello che manca forse alla giustizia italiana è anche un po’ di buon senso comune, un po’ di prevedibilità delle decisioni, una sottrazione all’arbitrio”.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la presidente del Tribunale per i minori de L'Aquila, Cecilia Angrisano, ora sotto scorta
L’appello di Nathan Trevallion: “Chiedo a tutti di cessare ogni presidio e ogni forma di protesta”
Nel frattempo, il caso si infiamma anche dentro la famiglia. Nathan lancia un messaggio spiazzante a chi lo sostiene: basta presidi, basta proteste, basta militanza di piazza. È un padre che chiede ai suoi tifosi di smettere di fare il tifo, almeno con i megafoni in mano. “Non voglio che i nostri figli vadano via da Vasto: finché non ci verranno riaffidati, preferisco che restino qui. Chiedo a tutti di cessare ogni presidio e ogni forma di protesta”.
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, della 'famiglia del bosco' in auto mentre lasciano la casa famiglia dove la mamma si trovava dal 20 novembre scorso con i suoi bambini
Catherine Birmingham ha scelto il ritiro e il silenzio nel casolare di Palmoli: niente incontri con gli avvocati
Intanto vive in una struttura in affitto, lontano dalla casa nel bosco, lontano da Catherine. Secondo chi lo ha incontrato di recente, avrebbe posto alla moglie un ultimatum secco: fai come dico o vado avanti da solo a riprendermi i bambini. E Catherine? Rinchiusa nel casaletto di Palmoli — quello che era la casa di famiglia, l’utopia verde, il progetto neorurale — ha scelto il ritiro e il silenzio. Accetta solo le visite di sua madre Pauline e di sua sorella Rachel. Nient’altro. Diserta gli incontri con il collegio difensivo. È lì, sola, in mezzo a una natura che somiglia sempre di più a una clausura.
A sinistra la mamma Catherine Birmingham. A destra papà Nathan Trevallion con i figli
I bambini ancora ospitati (senza la mamma) nella casa protetta di Vasto
Al momento, almeno fino all’arrivo degli ispettori a L’Aquila, i tre bambini restano nella casa-famiglia di Vasto. È lì che dormono, mangiano, trascorrono le giornate, immersi in una quotidianità che è l’esatto contrario di quella in cui sono cresciuti. Sono diventati un simbolo che divide: tra chi sostiene che lo Stato non ha il diritto di strappare i figli alle famiglie e chi risponde che i diritti dei minori vengono prima di qualsiasi progetto di vita adulto, per quanto sincero e autentico.
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