Lombardia e la nuova “guerra’ del vino”: si chiama Lumbarda Dop ma è prodotto in Croazia
Giovanna Prandini, presidente dell’associazione dei Consorzi vitivinicoli lombardi
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Milano, 16 febbraio 2026 - Lumbarda. Aggettivo dialettale, per noi. Piccolo Comune sull’isola dalmata di Korčula, per i croati. Dove si produce un vino bianco che Zagabria vorrebbe tutelare a livello europeo con la denominazione ’Lumbarda Dop’. La richiesta di legittimazione è stata presentata a Bruxelles, suscitando allarme in Lombardia. Allarme e una certa dose di irritazione, per l’evidente comodità fonetica dell’operazione, tra l’altro amplificata dal bilinguismo toponomastico che ancora caratterizza la Dalmazia, che fu a lungo parte della Serenissima, per cui il paesino di Lumbarda in italiano si chiama proprio Lombarda (e Korčula un tempo era Curzola).
Ascovillo: confusione tra i consumatori
Dura la presa di posizione di Ascovilo, l’associazione che riunisce i Consorzi vitivinicoli lombardi. "Non è una questione contro un altro Paese o contro i suoi produttori – dichiara la presidente Giovanna Prandini – ma una scelta di responsabilità verso il nostro territorio e le nostre imprese. Il termine Lumbarda presenta un’evidente assonanza con Lombarda e ’Lombardia’, con il rischio concreto di generare confusione nei consumatori e di indebolire l’identità delle nostre denominazioni di origine\”.
Somiglianza fonetica e grafica
Secondo Ascovilo, la somiglianza fonetica e grafica potrebbe incidere negativamente sulla percezione dei vini lombardi, soprattutto sui mercati esteri, dove la riconoscibilità territoriale rappresenta un elemento strategico di competitività. “La tutela delle denominazioni – prosegue Prandini – è uno dei pilastri del sistema europeo delle indicazioni geografiche. Ogni Dop è il risultato di una storia, di un disciplinare rigoroso, di investimenti in qualità e sostenibilità. Consentire denominazioni potenzialmente ambigue rischia di compromettere un patrimonio costruito nel tempo”.
Lombardia alla “guerra”
Si profila dunque una nuova battaglia lumbard, non più contro ’Roma Ladrona’ come ai tempi della prima Lega di Umberto Bossi ma anzi giocando di sponda con Roma, contro Zagabria che cerca il blitz a livello comunitario. Già ci aveva provato nel 2021, quando sempre la Croazia aveva presentato domanda a Bruxelles per il riconoscimento e la tutela del ’Prošek’, vino dolce prodotto sempre in Dalmazia, completamente diverso ma foneticamente pressoché identico al celebre Prosecco veneto. Una furbizia legittimata dal fatto che Prosecco (Prošek in sloveno) era un Comune (oggi quartiere di Trieste) non veneto ma di quella terra di confine eternamente contesa che è la Venezia-Giulia, dove quel vino si produceva già in tempi in cui la cartina geografica d’Europa era ben diversa da quella attuale.
Il Lumbarda della Dalmazia
Il Lumbarda dell’isola di Korčula è invece un vino bianco bianco secco ottenuto dal vitigno autoctono Grk, tipico della Dalmazia centrale e meridionale. Un tempo molto diffuso e oggi invece piuttosto raro, è utilizzato anche – guarda un po’ chi si risente – per la produzione del Prošek. Prošek che, dopo tre anni di dure battaglie istituzionali, con l’entrata in vigore nel 2024 del nuovo Regolamento europeo sulle indicazioni geografiche Ig, ha dovuto alzare bandiera bianca. La battaglia sul Lumbarda Dop, invece, è appena cominciata.
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