“Ogni Volta” al fianco dell’Inter: la missione di Attila, tifoso ungherese presente a tutte le partite
Attila Sera a San Siro prima di una partita a inizio campionato e nella gelida trasferta di Bodo, in Norvegia
“Con tutti quei chilometri che ho fatto per te”. Lo canta ogni interista a inizio partita, anche chi di distanze ne copre ben poche. I tifosi non sono tutti uguali, del resto. Ci sono gli ultrà con il bene e il male del loro mondo, i "tifosotti" del primo anello sempre pronti a criticare, gli abbonati da una vita che non gli puoi toccare il posto e gli occasionali che vengono una volta all’anno. Poi c’è Attila (e non è il nome di battaglia) Séra che per la sua Inter quest’anno, quanto a chilometri, ne ha già macinati 80mila e non è ancora finita. Lui c’è davvero “Ogni Volta” come è scritto nello stendardo che porta sempre con sè, ispirato alla canzone di Vasco elevata a inno del popolo nerazzurro. “Ogni Volta”, per Attila, significa prendere un aereo da Budapest, dove quest’anno si disputa la finale di Champions (sigh), e raggiungere Milano o qualsiasi altra città dove gioca la squadra di Chivu. Campionato, Coppa Campioni, Coppa Italia: nella stagione in corso non ne ha saltata una, l’ultima a Como martedì sera. Sempre presente, da Bodo a Lecce, i due punti estremi della mappa nerazzurra 2025-2026 divisi da 4000 km e da soli 3 giorni nel calendario degli impegni. Se l’Inter è pazza, lui lo è di più. Se avete dubbi, continuate a leggere...
Attila, come sei diventato tifoso dell'Inter in Ungheria?
“Da bambino volevo diventare calciatore. Poi vidi giocare l’Honvéd di Puskás e rimasi incantato dagli ultras. Quel giorno capii che non sarei diventato un giocatore, ma un tifoso. Negli anni in cui nasceva il movimento ultras in Ungheria, fui tra i fondatori dei primi gruppi organizzati. La mia vita è sempre stata sugli spalti”
Perché proprio l'Inter e non altre squadre........© Il Giorno
