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Morti in ambulanza, l’inchiesta si allarga: altri tre casi sospetti. E spunta un movente

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05.03.2026

Luca Spada, 27 anni, indagato per le morti sospette

Per approfondire:

Articolo: Luca Spada e il mistero dei 5 anziani morti in ambulanza: “Sono innocente, mi è crollato il mondo addosso”Articolo: Morti sospette in ambulanza, l’autista sapeva di essere spiato. Pm pronti all’esumazione dei corpiArticolo: Morti in ambulanza, omicidi premeditati e con sostanze letali. Il figlio di una vittima: "Siamo sconvolti"

Forlì, 5 marzo 2026 – Tra Luca Spada e i suoi colleghi della Croce Rossa, dice la procura, c’erano stati “diversi screzi personali”. Legati a fattori professionali. E sono stati proprio i colleghi dell’autista soccorritore a segnalare alla procura di Forlì – nella primavera 2025 – le prime morti sospette in ambulanza, che sono ora la polpa di un’inchiesta per omicidio volontario continuato e premeditato. Accusa gravissima. Codice di procedura penale alla mano, accusa da ergastolo.

Chi è Luca Scarpa, unico indagato nell’inchiesta

Unico indagato – almeno al momento – è lui, Luca Spada, 27 anni, fidanzato, papà da otto mesi, operatore della Croce Rossa del Comitato di Forlimpopoli-Bertinoro, due paesi vicini tra loro a pochi chilometri da Forlì. Spada, per gli inquirenti, avrebbe ucciso cinque anziani – ma ci sarebbero altri tre casi sospetti, oggetto di verifiche –, siringandoli in ambulanza e provocando così l’effetto bolla d’aria, o manipolandone le vie respiratorie. Manovre che, nella visione accusatoria, avrebbero innescato gli arresti cardiaci per i quali sono poi deceduti in ospedale i cinque anziani al centro dell’inchiesta forlivese, tutti spirati tra febbraio e novembre 2025, quando in ambulanza c’era sempre lui, Luca Spada. Che risulta al momento l’unico indagato.

A sinistra Luca Spada durante il servizio della trasmissione 'Ore 14' di Rai2, il programma è condotto da Milo Infante

Due colleghi di Spada “fortemente attenzionati” dai carabinieri

Anche se fonti qualificate della procura ammettono che pure un paio di suoi colleghi sono “fortemente attenzionati” dai carabinieri, coordinati dal capo della procura Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini.

Il presunto movente: favori a impresa funebre?

Stando ad altre fonti, emergerebbe anche il presunto, possibile, movente di queste morti. I detective, grazie ad intercettazioni videoambientali nell’ambulanza e captazioni telefoniche sul cellulare dell’indagato, avrebbero carpito frequenti rapporti tra Spada e un impresario funebre, la cui posizione è al vaglio della procura. Spada avrebbe fatto ’favori’ a questo suo amico impresario funebre?

“Io un mostro? Non scherziamo. Sono assolutamente innocente”

“Io un mostro? Non scherziamo. Sono assolutamente innocente”, si difende il 27enne residente a Meldola, vicino a Forlì, dov’è anche il titolare di una piadineria, gestita dalla fidanzata (in passato Spada ha anche gestito una pizzeria). “I trasporti che facciamo con l’ambulanza vengono fatti sempre in due operatori – sottolinea Spada –. A volte capita che ci sia una terza persona volontaria che sia all’interno dell’equipaggio. Nei cinque casi contestati, ho guidato una sola volta, negli altri ero dietro col paziente. Succede spesso. Ho fatto 200 viaggi nel periodo preso in esame dalla procura ed è capitato anche altre volte che fossi dietro col paziente, specie quando siamo due colleghi e ci diamo il cambio. Ma come autista soccorritore non posso toccare il paziente, per esempio facendo iniezioni. Ciò che abbiamo fatto sui pazienti che si sono sentiti male, sono state manovre salvavita. Si tratta di cose per cui noi siamo formati da corsi di centinaia di ore. Ma in ogni caso, anche nei casi contestati, abbiamo chiamato il servizio del 118 che è intervenuto a volte con ambulanza e automedica, altre volte solo con automedica”.

Luca Spada, 28 anni, indagato per omicidio volontario continuato e aggravato dalla premeditazione

Spada vuole essere ascoltato dalla procura

“Le morti di pazienti in questo tipo di trasporti? Sono rare ma ci sono da quello che so. Personalmente queste sono le uniche volte che mi è capitato”, dice ancora Spada. Che si rammarica perché non è ancora stato ascoltato dalla procura. “Però nel momento in cui abbiamo avuto l’avviso di garanzia, col mio avvocato abbiamo collaborato fattivamente con la procura, fornendo quello che era il nostro possesso e che abbiamo pensato fosse utile ai fini delle indagini e ai fini di rilevare che sono estraneo ai fatti. Cosa? Schede dei turni e schede pazienti. Inoltre abbiamo rimarcato comunque sempre l’utilizzo dei protocolli”.

Spada poi resta perplesso sul fatto che a denunciarlo sarebbero stati i suoi colleghi: “L’ho sentito dire solo a livello mediatico”. E poi ancora l’indagato torna sulla vicenda degli anziani morti scendendo nel dettaglio: “Tutti i pazienti che noi trasportavamo andavano da ospedale a ospedale o da ospedale a casa di cura privata. I parenti della signora deceduta a novembre dicono che non è vero che fosse malata terminale? No, lei no, anche se aveva comunque diverse patologie. Non è salita in maniera autonoma in ambulanza, ma era una persona comunque allettata”.

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