Salvini in visita alla casa degli atleti: “Il Villaggio olimpico è una grande eredità. San Siro? Servono stadi moderni”
Matteo Salvini, in visita al Villaggio Olimpico, di cui ha fatto un bilancio anche per il futuro
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Milano, 18 febbraio 2026 – “Non so se Trump verrà a Milano. Deciderà lui. Se verrà, ovviamente sarà il benvenuto”. Il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e segretario della Lega Matteo Salvini è cauto sulla trasferta del presidente degli Stati Uniti in Italia per le Olimpiadi Milano-Cortina. Cautela doverosa, perché The Donald partirà per il Belpaese solo se gli Stati Uniti conquisteranno la finale di hockey su ghiaccio maschile in programma domenica pomeriggio all’Arena di Santa Giulia. Ma per avere la certezza degli Usa nell’ultimo atto olimpico, mancano ancora due partite: quarti e semifinali. Sfide non facili. Meglio non dare nulla di scontato, dunque.
Salvini in mattinata è in visita al Villaggio olimpico nello Scalo Romana. Non è la prima volta che il vicepremier si reca nella sede meneghina che ospita gli atleti. I lavori di realizzazione dell’immobile targato Coima è stato seguito passo dopo passo dal politico milanese, che ora rivendica quanto fatto dal Governo per raggiungere l’obiettivo a Cinque Cerchi: “Dopo tre anni e mezzo di lavoro sono venuto qui a toccare con mano e a gioire per una cosa grande che rimarrà a Milano, perché i milanesi sanno che questa era una delle zone più degradate”.
Non solo. Il ministro aggiunge che “adesso questa è una zona straordinaria, con atleti entusiasti, che hanno detto che questo Villaggio olimpico è molto più bello di tutti gli altri, senza nessuna polemica coi francesi (ogni riferimenti ai letti di cartone nel Villaggio olimpico di Parigi è puramente voluto, ndr). E dall’anno accademico prossimo sarà ancora più bello per 1.700 studenti fuori sede che qua avranno tutto, anche letti convenzionati a meno di 600 euro al mese, che è una cifra che a Milano non trovi mai. Siccome mi ricordo in questi tre anni e mezzo da ministro le polemiche, i no e chi diceva “non fatelo“, toccare con mano una cosa straordinaria fa piacere”.
Salvini si concede anche una battuta, rispondendo alla domanda dei cronisti sui preservativi distribuiti dalla Regione nel Villaggio degli atleti e andati subito esauriti: “Vi posso dire in anteprima che ne stanno distribuendo 50 al giorno ma finiscono in fretta. Oggi sono già finiti”. Solo una battuta, appunto.
Stadio si o stadio no?
L’ultimo tema milanese affrontato durante la visita al Villaggio riguarda il futuro dello stadio di San Siro. Salvini, milanista, è favorevole o contrario al progetto di Milan e Inter di costruire un nuovo stadio nell’area e demolire il vecchio Meazza? “Non ci proporremo ai milanesi dicendo stadio sì, stadio no, diciamo che i problemi di Milano sono altri”, premette il leader del Carroccio, il quale, a chi gli ricorda le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, interista, che spera ancora di poter salvare la Scala del calcio dall’abbattimento, risponde: “Io sono cresciuto a San Siro, è una parte di me. Da ministro dico che servono stadi nuovi, moderni, più sicuri, più efficienti. San Siro è straordinario, è il monumento più bello del mondo, il monumento più visitato di Milano. Occorre guardare avanti per quello che mi riguarda, poi a me interessa e ci sto già lavorando e oggi stesso avrò dei ragionamenti, che il centrodestra torni a guidare la città”.
Non manca una stoccatina polemica alla Giunta comunale targata centrosinistra: “A prescindere da San Siro quello che è certo è che l’amministrazione Sala ha perso anni per non decidere e poi arrivare a questo punto. Il candidato sindaco del centrodestra alle Comunali del 2027? Ci sono diverse persone a disposizione e contiamo di scegliere la migliore per tempo, non come l’ultima volta che siamo diventati troppo lunghi”.
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