Lodi e l’incubo licenziamenti: alla Unilever di Casalpusterlengo si tratta, Airpack di Ossago tira dritto e taglia 41 posti
La Unilever di Casalpusterlengo
Per approfondire:
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La mobilitazione davanti allo stabilimento della Airpack a Ossago Lodigiano, azienda specializzata in imballaggi
L’estensione degli ammortizzatori
La strategia per salvare i posti di lavoro si baserebbe su una serie di strumenti: percorsi di sospensione, che permette ai lavoratori di andare in quiescenza fino a 7 anni prima della maturazione dei requisiti, prepensionamenti e ricollocamenti interni. La vera novità è l’estensione di questi ammortizzatori anche al comparto Manufacturing, in ottima salute e che viaggia verso il record produttivo di 200mila tonnellate entro fine anno.
Cauta soddisfazione
Un risultato che i sindacati incassano con cauta soddisfazione, in attesa del prossimo summit fissato per il 18 marzo, in mattinata, dove si cercherà di fare un ulteriore passo in avanti in vista di un possibile accordo. Scenario diverso per il sito Airpack di Ossago Lodigiano. La multinazionale ha respinto con fermezza l’ipotesi, avanzata da Femca Cisl e Filctem Cgil, di attivare la cassa integrazione straordinaria per dodici mesi, confermando la volontà di procedere con il licenziamento collettivo dei 41 dipendenti e la chiusura definitiva del sito di packaging.
Per i dipendenti della Airpack pare non esserci più speranza
Scivoli pensionistici
Le uniche aperture hanno riguardato la disponibilità a valutare scivoli pensionistici che riguarderebbero però appena cinque persone e l’apertura a non ostacolare eventuali acquirenti interessati ai macchinari. Una risposta che lascia ancora l’amaro in bocca a una forza lavoro composta prevalentemente da persone tra i 45 e i 50 anni, in una fascia d’età delicata per la ricollocazione. Per Airpack il prossimo confronto è stato fissato per il 25 marzo e le parti sociali cercheranno un punto di contatto per rendere meno amara la pillola dei licenziamenti.
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