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Crisi alla Unilever, Rsu preoccupate: “Rischia anche il reparto produttivo, i lavoratori ritrovino compattezza”

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Matteo Quirci dipendente e rappresentante sindacale (Rsu) nonché membro dell’esecutivo del Comitato Aziendale Europeo

Per approfondire:

Articolo: Esuberi all’Unilever, c’è margine: "Prepensionamenti fino a sette anni"Articolo: Unilever, confronto avanti a Lodi dopo l’annuncio degli esuberi: spiragli su prepensionamenti e ricollocazioni

Casalpusterlengo (Lodi) – “Se nascondessi le mie preoccupazioni, sarei un bugiardo”. È schietto l’intervento di Matteo Quirci, dipendente e rappresentante sindacale (Rsu) di Unilever a Casalpusterlengo, nonché membro dell’esecutivo del Comitato Aziendale Europeo, che analizza la situazione a più di due settimane dal piano shock con l’apertura della procedura di mobilità per 49 figure professionali, soprattutto impiegati e manager, annunciati nella L&H Holding, il cuore pulsante della Ricerca e Sviluppo del sito lodigiano che ora, dopo un confronto, l’azienda sarebbe disposta ad “azzerare“ con ricollocamento (sia interni che esterni) e accompagnamenti al prepensionamento per chi ne ha i requisiti.

Matteo Quirci dipendente e rappresentante sindacale (Rsu) nonché membro dell’esecutivo del Comitato Aziendale Europeo

"Serve una reazione fondata sull’orgoglio collettivo”

Per Quirci, la procedura di mobilità non è un fulmine a ciel sereno, ma l’effetto di una strategia globale che sta trasformando la storica “mamma Lever”, come è sempre stato definito il sito casalino, in una realtà ben più cinica. “È diventata una suocera avida e spregiudicata”, attacca Quirci, descrivendo una multinazionale che, spostando il proprio baricentro verso il controllo americano, sembra aver smarrito il legame col territorio e il valore sociale del lavoro. Quirci evidenzia anche che la scure sta cadendo su alte professionalità, quadri e impiegati, figure storicamente meno avvezze alla piazza rispetto al comparto operaio. Il rischio è che il colpo inferto alla Ricerca e Sviluppo sia solo il primo passo per un futuro ridimensionamento del cosiddetto manufacturing. Secondo Quirci “è necessario che tra i lavoratori Unilever maturi una nuova voglia di rivalsa. Serve una reazione fondata sull’orgoglio collettivo”.

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