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“Hanno legato mio padre 77enne alla barella”. Famiglia di Sant’Angelo Lodigiano denuncia la direzione dell’Ospedale Maggiore di Cremona

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17.03.2026

L'Ospedale Maggiore di Cremona

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Santo Stefano Lodigiano (Lodi), 17 marzo 2026 – ​​​​​​Quello che doveva essere un intervento di soccorso per un 77enne, già provato da una storia clinica complessa, si è trasformato in una esperienza non proprio gradevole che la famiglia di Renato, residente a Santo Stefano Lodigiano, non intende dimenticare. Il figlio Luigi Sartorelli e la mamma Santina hanno denunciato pubblicamente quanto accaduto lo scorso sabato 31 gennaio al Pronto soccorso di CremonaCon tre interventi alle carotidi, un’operazione al cuore, protesi a spalla e ginocchio, oltre al diabete, il suo equilibrio clinico è precario e l’uomo, accompagnato dalla consorte, era arrivato in ospedale in ambulanza in stato soporifero e faticava a stare in piedi. 

Il racconto della moglie 

“Mio marito avrebbe avuto bisogno di essere monitorato e, gradualmente, risvegliato – spiega la moglie –. Invece è accaduto l’opposto. A parte che siamo arrivati alle 13.30 e mio marito è stato visitato pochi minuti prima delle 20 a causa sicuramente di altre priorità ci mancherebbe, però, una volta entrato nella zona della visita, ha cominciato ad agitarsi perchè mi voleva accanto e continuava a chiamarmi mentre io attendevo con ansia nel corridoio”. Il personale avrebbe riferito all’uomo che la donna era tornata a casa perché si sentiva male. “Non era vero. E una notizia del genere lo ha fatto agitare”. L’uomo sarebbe stato bloccato sul lettino per fargli poi alcune iniezioni. “Un operatore mi è salito sullo stomaco – ricorda Renato –. Lì per li pensavo avessero addirittura sbagliato persona”. 

L’uomo è stato portato in condizioni critiche al pronto soccorso dell'ospedale di Cremona (immagine di repertorio)

La dimissione nel pomeriggio 

Al mattino seguente, la moglie lo ha trovato legato alle sponde della barella con delle fasce e lividi ai polsi. “Nel referto è stato scritto che mio padre era aggressivo, ma come poteva esserlo se era praticamente addormentato da due giorni”? spiega Luigi. Quando la moglie ha preteso di riportare il marito a casa, le sarebbe stato risposto che era necessario consultare i legali per la firma. Solo nel pomeriggio l’uomo è stato dimesso con un dettaglio: è tornato a casa con una sola ciabatta.  

La risposta della direzione ospedaliera 

La risposta dell’ospedale però è nella “cronaca“ della permanenza di Renato all’ospedale, attraverso il verbale del Pronto soccorso. Secondo i sanitari, “alle 19.56 il paziente era sveglio, lucido, collaborante ed eseguiva gli ordini semplici” mentre a “mezzanotte e ventuno era agitato, tentava di scendere dal letto e, dopo molte raccomandazioni verbali disattese, sono stati messi i polsini contenitivi”, una misura necessaria e regolarmente convalidata da prescrizione medica mentre addirittura “alle 6.31 l’uomo ha cercato di rimuovere le contenzioni, scendere dal letto ed opporsi con calci e pugni al personale”.

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