L’agricoltura lombarda con l’affanno: i fertilizzanti sono pochi e cari, “siamo preoccupati dai costi”. Cosa rischiano i consumatori
Gianfranco Comincioli presidente di Coldiretti Lombardia Le imprese temono ricadute negative sui costi di produzione
Per approfondire:
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Il presidente di Coldiretti Lombardia Gianfranco Comincioli
Prima della semina è il momento peggiore?
“Sì, semina e concimazione necessitano di tutto quanto sta subendo aumenti. Un grosso problema per i produttori e per i consumatori”.
Partiamo dai produttori.
“È a rischio la nostra competitività. L’aggravio dei costi sarà compensato dal prezzo con cui verrà pagata la materia prima?”.
Ci sono filiere più penalizzate di altre in Lombardia?
“L’aumento riguarda carburanti e fertilizzanti, tocca tutti. In particolare cereali e frutta, ma anche la zootecnia. Lo stesso problema interessa anche la commercializzazione dell’agroalimentare: se ogni fase di trasporto costasse di più metteremmo a rischio la competitività del prodotto finito”.
L’ennesimo freno dopo un 2025 positivo.
“Sì, in parte e fino a settembre-ottobre. Poi le tensioni sul prezzo del latte hanno creato preoccupazioni. Il miglioramento della produzione è il risultato anche di una gestione più oculata da parte delle stalle: maggior attenzione al benessere degli animali ha fatto crescere la produzione. Non dimentichiamo però un aspetto”.
Quale?
“I costi di produzione di fatto non sono mai tornati ai livelli precedenti alla guerra tra Russia e Ucraina. L’energia costava già il 66% in più del pre-conflitto in Ucraina. Ora dobbiamo fare i conti con nuovi aumenti. Anche i fertilizzanti venivano pagati un prezzo del 49% più alto di quanto succedeva prima della guerra tra Russia e Ucraina”.
Gli extra costi saranno scaricati sui consumatori?
“Succede sempre così, pagano le imprese in termini di produzione e da ultimo chi va a fare la spesa”.
Quali interventi chiedete per attutire questi effetti?
“In questa fase occorre che l’Europa faccia sistema sia nei rapporti con i Paesi extra Ue, sia all’interno, tra gli Stati membri, per trovare una risposta condivisa sulla questione energetica. Per noi è fondamentale”.
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