menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L’analista: “Trump imporrà lo stop alla guerra. Ma Israele vuole continuare i raid”

5 0
yesterday

L’area di Tel Aviv colpita da un razzo iraniano che ha bucato il sistema di difesa

Per approfondire:

Video: Iran, Trump annuncia negoziati per fine guerra ma Teheran smentisceArticolo: Bombe a grappolo, così l’Iran riesce a bucare lo Scudo di ferro di Israele: il missile va intercettato nella esosferaArticolo: Il mistero del boom di vendite di petrolio pochi secondi prima dell’annuncio di Trump. “Qualcuno è diventato molto ricco in un istante”

Roma, 25 marzo 2026 – Tutti i nodi arrivano a Teheran. Sì, perché se da una parte gli Stati Uniti vogliono dialogare con la Repubblica islamica – nonostante quest’ultima, forse con un po’ di pretattica, lo escluda –, dall’altra Israele vorrebbe continuare lo scontro bellico, anche se l’ipotesi della caduta del regime sembra ormai una chimera. Una differenza che adesso, come spiegato da Sara Isabella Leykin (nella foto), ricercatrice Ispi specializzata nel Medio Oriente e Nord Africa, potrebbe dividere i due alleati e non escludere una nuova guerra nel prossimo futuro.

Lo Stato ebraico può accettare un negoziato?

“Non credo che abbia alternative. E questo perché Teheran, all’interno del negoziato, pretenderà lo stop dei bombardamenti israeliani e gli Stati Uniti imporranno l’accordo a Israele. Lo stesso Netanyahu, infatti, ha dichiarato durante una conferenza stampa che nel caso in cui si aprisse un dialogo, Washington terrebbe in considerazione gli interessi di Tel Aviv”.

Non sarebbe una sconfitta per Israele che mirava alla caduta del regime?

“Tel Aviv vorrebbe andare avanti fino alla distruzione del programma nucleare e di quello dei missili balistici, ma non potrebbe proseguire la guerra se gli accordi venissero stipulati. È chiaro però che con la conclusione del negoziato, Teheran rappresenterebbe comunque una minaccia, anche perché non c’è stato alcun cambio di regime. Di fatto si avrebbe un accordo di pace tra Usa e Iran, ma solo un cessate il fuoco con Israele”.

Isabella Leykin

Il proseguimento della guerra può far saltare il negoziato?

“Le ipotesi sono due: da una parte può ridurre la possibilità di trovare un accordo, indurendo la posizione iraniana; dall’altra, invece, può essere una forma di pressione sul regime. In questo momento però sembra che si stia concretizzando la prima ipotesi. È chiaro però che siamo in una situazione in cui le cose possono cambiare rapidamente”. Che scenario si prospetta per Israele in caso di accordo?

“Il rischio è che magari tra un anno ci sia un nuovo scontro armato, se la Repubblica islamica non dovesse assumere un atteggiamento più morbido. Di fatto, se la situazione nella regione non è peggiorata, è al massimo rimasta invariata. Senza dimenticare la pericolosità militare dell’Iran che in queste settimane, utilizzando anche le bombe a grappolo, ha colpito Israele. Per quanto l’establishment militare di Tel Aviv ne fosse consapevole, l’Iron Dome non ha potuto bloccare tutti gli attacchi”.

Il conflitto con il Libano può rientrare nel negoziato?

“Sono due questioni diverse, sia dal punto di vista ideologico che strategico. Attualmente è difficile pensare che la guerra con il Libano possa concludersi con l’accordo siglato tra Stati Uniti e Iran. Gli stessi funzionari politici e militari israeliani ribadiscono che la guerra con Teheran potrà anche terminare fra qualche settimana, ma quella con il Libano durerà molto di più. In questo caso, inoltre, la Casa Bianca avrebbe meno possibilità di imporsi sulla volontà di Israele”.

WhatsAppFacebookXPrint

© Riproduzione riservata

Tag dell'articolo

GuerraGuerra Medio OrienteDonald Trump


© Il Giorno