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Ritrovata a Bergamo la preziosa statua del 1300 rubata 50 anni fa. Merito (anche) all'Ai

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05.03.2026

A sinistra, l'immagine della statua censita presso la "Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. A destra, la statua recuperata

Per approfondire:

Articolo: Altro colpo dei Monuments Men: ritrovati sei reperti archeologici scomparsi da almeno due secoliArticolo: Un prezioso libro del ‘700 trovato dai “monuments men” del nucleo Tpc e restituito alla Scuola Militare Teuliè

Bergamo, 5 marzo 2026 – Un altro colpo dei Monuments Men, cioè i carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale. Rubata il 10 marzo del 1977 a Monselice (Padova) all'allora castello Cini, oggi castello di Monselice, una statua lignea raffigurante la “Madonna con Bambino” e risalente al XIV secolo è stata ritrovata a 49 anni di distanza a Zogno dai carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Venezia, in collaborazione con i colleghi del nucleo di Monza e con il coordinamento della Procura di Bergamo.

All'epoca le fotografie della scultura furono inserite dai carabinieri nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, archivio informatizzato che conserva quasi otto milioni di manufatti censiti di cui circa un milione ancora da ricercare. Lo sviluppo della tecnologia informatica e dell'Intelligenza artificiale hanno consentito di migliorare la componente preventiva, attraverso la condivisione e l'impiego di contenuti open source fruibili a tutti. L'attività di controllo e monitoraggio del web, finalizzata alla ricerca di beni culturali provento di furto ha permesso di individuare una pubblicazione scientifica che descriveva l'oggetto artistico. I successivi accertamenti dei carabinieri hanno permesso di riscontrare che si trovata nella provincia di Bergamo. La Procura della Repubblica di Bergamo ha concordato con il risultato delle indagini e ha disposto la restituzione della statua alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia dell'opera lignea, alta 121 centimetri e è riconducibile alla produzione delle botteghe pisano-lucchesi affini all'autore senese Francesco di Valdambrino (Siena, 1375-1435). 

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