Desio, l’ex paese degli operai diventato città. Dall’Autobianchi al Papa, ma ora la vocazione è green
Il portale d'ingresso al Ptb e Villa Tittoni
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SeguiciDesio (Monza Brianza) - Non è una città che sta semplicemente cambiando. Desio è una città che sta cercando di capire cosa vuole diventare dopo aver perso una parte importante di ciò che era.
Per molto tempo Desio è stata una città costruita intorno al lavoro nelle fabbriche. Cortili pieni di operai, officine che si accendevano all’alba, la ferrovia che portava avanti e indietro persone e merci, un tessuto produttivo che dava identità e direzione. E per tutti, dentro e fuori la Brianza, Desio era soprattutto l’Autobianchi. Un nome che non indicava solo un’azienda, ma un mondo: migliaia di lavoratori (anche molti immigrati), generazioni intere che hanno legato la propria vita a quel marchio, un pezzo di storia industriale italiana che ha segnato profondamente la città.
Dire “vado a Desio” significava, per molti, “vado all’Autobianchi”. Accanto a questa grande fabbrica, la storia della Gavazzi racconta un’altra parte della stessa identità. Nel 1869 nasce la tessitura meccanica di seta dei fratelli Egidio e Pio Gavazzi, un complesso........
