Addio “Becca”, grande solista del calcio. “Era genio e sregolatezza” /
La famiglia per Beccalossi era il rifugio sicuro. In questa immagine di felicità Evaristo è assieme alla moglie Danila e alla figlia Nagaja
Per approfondire:
Articolo: Beccalossi per sempre: la fantasia del 10, i due rigori sbagliati e quel memorabile “Mi chiamo Evaristo, scusa se insisto”Articolo: Addio a Evaristo Beccalossi, è morto a 69 anni il “fantasista mancino” dell’Inter: “Aveva il dono del talento"Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
SeguiciMilano, 6 maggio 2026 – La parola per descrivere Evaristo Beccalossi non è calcio ma poesia. Possibilmente in rima, come il ritornello che i tifosi dell'Inter intonavano quando lui incantava San Siro col pallone tra i piedi: Sono Evaristo, scusate se insisto". Il calcio italiano ha perso uno dei suoi grandi solisti a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta, capace di coniugare classe, estro, fantasia. Quel che non esiste quasi più. Quello che sapeva prendersi sul serio, sì, ma non abbastanza da dimenticarsi di essere un gioco.
Da sinistra, Giuseppe Baresi, Salvatore Bagni, Evaristo Beccalossi e Juary
Il fantasista “imperfetto”
Lui era il fantasista quando il fantasista poteva ancora essere imperfetto. Geniale, svagato, imprevedibile. Uno capace di inventare una giocata impossibile e subito dopo........
