Paralimpiadi e Olimpiadi a confronto: "Ci siamo stancati della retorica, c’è stata una smobilitazione generale" /
La tela realizzata dall’artista di strada Gianus per essere lasciata a Verona, che ha ospitato la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, raffigura Giulietta che tiene in mano un fiammifero (non una torcia) e ne custodisce la fiamma proprio sotto i Cinque Cerchi da sempre simbolo delle Olimpiadi: una metafora
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L’insofferenza corre sui social
Da qualche giorno a questa parte il fiammifero si è fatto arte grazie al dialogo tra Tomirotti e l’artista di strada Gianus che in una sua tela – realizzata per essere lasciata a Verona, la città che ha ospitato la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi – lo ha affidato a Giulietta, di modo che ne custodisca e ne tenga accesa la fiamma proprio sotto i Cinque Cerchi. Lisa Noja, consigliera regionale lombarda e tra le fondatrici del movimento Live For All, ha invece scelto un video sui suoi canali social per veicolare il medesimo messaggio, per restituire la stessa insofferenza. Un video con alcuni messaggi chiari, tra i quali: "Ci avete rotto le scatole".
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Le gare in tv
Il canovaccio è semplice ma efficace: telecomando alla mano, la consigliera regionale e il suo staff cercano in televisione un canale che trasmetta le gare delle Paralimpiadi ma faticano a trovarlo. "Su Raidue le gare vengono trasmesse solo al mattino, mentre in occasione delle Olimpiadi venivano trasmesse tutto il giorno. Occorre sintonizzarsi su Raisport", al pomeriggio. "In radio stessa storia – spiega Noja nel video –: un canale intero dedicato alle Olimpiadi, mentre sulle Paralimpiadi solo aggiornamenti". Poi è la volta di "Raiplay: qui, per trovare le Paralimpiadi, occorre scrollare un bel po’, mentre le Olimpiadi erano il primo programma in evidenza. E quanto ai post su Instagram: solo 4 sulla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, 20 sul Festival di... San Marino". Ma c’è molto altro nella denuncia delle attiviste, oltre al malcontento la scarsa copertura garantita da tutti i media.
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La cerimonia di apertura
Tomirotti sottolinea come la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi sia stata a basso budget rispetto a quella delle Olimpiadi, basti ripensare ai nomi degli artisti che si sono esibiti allo stadio di San Siro: Andrea Bocelli, Mariah Carey, Pierfrancesco Favino, Ghali, Sabrina Impacciatore, Laura Pausini. Altro capitolo è quello relativo agli sponsor: "Ce ne sono stati di meno rispetto alle Olimpiadi. Pure i preservativi messi a disposizione degli atleti nel Villaggio Olimpico erano diversi: brandizzati quelli per gli atleti olimpici, non brandizzati quelli per gli atleti paralimpici. Le imprese e i brand non hanno manco cercato di sfruttare l’occasione per fare disability washing" sottolinea Tomirotti con amara ironia. Noja, invece, si chiede "perché a Milano, durante le Paralimpiadi, non si sia tenuto lo spettacolo di luci intorno al braciere, all’Arco della Pace, come accadeva, ogni ora, durante le Olimpiadi. Perché ai medagliati paralimpici non sia stata data la stessa ribalta dei medagliati olimpici". Per i primi solo citazioni e menzioni durante i notiziari. E, infine, "chi abbia avuto l’idea luminosissima di organizzare i Mondiali di sci in concomitanza con le Paralimpiadi".
"È evidente che le Paralimpiadi siano meno conosciute delle Olimpiadi ma se si continua dar loro una visibilità limitata questo gap non si ridurrà o colmerà mai”
"Basta con la retorica dell’inclusione”
Da qui le conclusioni. "In occasione delle Paralimpiadi c’è stata una generale smobilitazione dei media e degli sponsor. Ci avete rotto le scatole – sbotta Noja –: basta con la retorica dell’inclusione, basta con l’inspiration porn, basta con il racconto degli atleti in base alle loro cartelle cliniche e non in base alle loro gesta. Si dia pari dignità alle Paralimpiadi e alle gesta di grandi sportivi quali sono gli atleti paralimpici". "È evidente che le Paralimpiadi siano meno conosciute delle Olimpiadi ma se si continua dar loro una visibilità limitata questo gap non si ridurrà o colmerà mai – prosegue Noja –. Non si può continuare a paralre di inclusione e poi ragionare solo in termini di audience: l’investimento valoriale ed educativo e l’investimento in termini di copertura devono andare di pari passo altrimenti il primo serve a poco". "Manca il sentimento delle Paralimpiadi – nota Tomirotti –. È un evento che il sistema mediatico ed istituzionale non sente suo". La richiesta è una sola ed è condivisa da Tomirotti, Noja e da gran parte del mondo della disabilità: fare di Olimpiadi e Paralimpiadi un unico evento. "Anacronistica questa divisione – dice Noja – e pure paradossale sotto certi aspetti: nel mentre della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi ci si dà appuntamento a 15 giorni dopo per le Paralimpiadi". "Un unico evento – scandisce Tomirotti –: con gare organizzate su rotaie parallele nella stessa giornata".
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