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Nomine in Regione, la versione di Arnoldi: "I miei compensi legittimi, ma ho iniziato a restituire i soldi. FdI contro di me? La vivo male"

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10.02.2026

Gianantonio Arnoldi, amministratore delegato di Cal

Milano, 10 febbraio 2026 – Su una parete del suo ufficio, appena dietro la scrivania, ha appeso due litografie firmate da Picasso che raffigurano una colomba della pace. La scrivania, invece, è coperta di carte, alcune rilegate, altre solo pinzate, quasi tutte relative al confronto-scontro con la Corte dei Conti.

"Il mio approccio è documentale" sottolinea Gianantonio Arnoldi, amministratore delegato di Concessioni Autostradali Lombarde (CAL) e vicepresidente di FNM. Due società, la prima partecipata e la seconda controllata da Regione Lombardia. Ma la seconda è quotata in Borsa. I rilievi mossi dalla Corte nel giudizio di parifica 2024 originano proprio dal doppio incarico: i magistrati hanno rilevato che i compensi totali di Arnoldi superano il tetto massimo dei 240mila euro fissato dalla legge per gli amministratori delle società a controllo pubblico.

Per la Corte la parte eccedente va restituita. "Si tratta di 297mila o 310mila euro, a seconda che sia o no dimostrato il dolo. Ma qui di dolo non ce n’è" spiega Arnoldi. La questione non è solo di diritto, ma anche politica: il Cda di CAL è scaduto da oltre 8 mesi e tra i motivi per i quali una parte di Fratelli d’Italia non vuole rinnovare l’incarico ad Arnoldi c’è anche la querelle sui compensi.

Arnoldi, partiamo dalle carte.

"Questo è il Testo Unico Società a partecipazione Pubblica (TUSP). L’articolo 5 spiega che le disposizioni di questo decreto si applicano alle società quotate in Borsa ‘solo se espressamente previsto’. Bene, l’articolo relativo al........

© Il Giorno