menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Dopo il referendum si apre già la partita elezioni regionali: spunta il nome del leghista Corbetta

9 0
latest

Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale

Per approfondire:

Articolo: Un distacco di 16 punti. In città straripa il "no". Ma il Municipio 1 segue il centrodestraArticolo: Regione, il balletto di Mazzali: lascia Meloni, si fa corteggiare da Vannacci poi entra in Forza ItaliaArticolo: Silvia Sardone: “Forza Italia vede chi vuole ma Calenda è fuori dalla coalizione. Sì alle primarie di centrodestra per il sindaco di Milano”

Milano, 25 marzo 2026 – L’esito del referendum sulla riforma della giustizia in Lombardia riapre il dibattito sulle prossime elezioni Regionali, anche se non sono proprio dietro l’angolo: alle urne si andrà nel 2028, salvo eventuali anticipi. Benché la Lombardia sia stata, insieme al Veneto e al Friuli Venezia Giulia, una delle tre regioni nelle quali ha prevalso il Sì, nel campo del centrosinistra si stressa il messaggio di una Lombardia ora contendibile. E lo si stressa non solo, anzi non tanto perché in 8 capoluoghi di provincia su 12 ha vinto il No – a Milano pure con un larghissimo margine – ma soprattutto perché il margine col centrodestra si sarebbe ridotto.

L’ottimismo

“L’esito del referendum dà un segnale chiaro, il Nord non è più così compatto: Piemonte, Liguria e Trentino non hanno seguito le indicazioni del Governo e dei partiti di centrodestra. Anche all’interno della Lombardia la forbice inizia ad assottigliarsi, con un divario 53 a 47% – dichiara Emilio Del Bono, consigliere regionale e coordinatore del laboratorio Lombardia 2028 –. Questa è la dimostrazione che se il centrosinistra in Lombardia saprà presentare agli elettori una proposta convincente sarà partita aperta. Se fossi nel centrodestra non darei per scontato il risultato”.

Analoga la considerazione di Silvia Roggiani, coordinatrice regionale del Pd: “In Lombardia, rispetto alle altre due regioni nelle quali ha vinto il Sì, considerate a loro volta non contendibili, il margine tra il Sì e il No è stato più ristretto. In Veneto il Sì ha vinto con 17 punti percentuali di distacco, in Friuli con 10. Segno che in Lombardia la distanza tra le coalizioni si sta riducendo”. Infine ecco Paolo Romano, anch’egli consigliere regionale dei Dem: “I dati raccontano che anche se c’è stato un pezzo di centro che fa riferimento al centrosinistra che ha votato Sì, questo ha vinto di poco, circa 200mila voti. Vuol dire che la Regione sta tornando contendibile per il centrosinistra. Ci faremo trovare pronti”.

La replica

A replicare è il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Alessandro Corbetta: “Lombardia contendibile? Sono trent’anni che a sinistra raccontano che la Lombardia è contendibile, ma i risultati li smentiscono sempre. La verità è semplice: anche su questo referendum in Lombardia ha prevalso il Sì, così come nelle regioni dove governa la Lega e nel Nord produttivo che continua a volere un Paese più moderno ed efficiente”.

Un nome, quello di Corbetta, che stando alle ultime indiscrezioni, è da tener d’occhio proprio in vista delle prossime elezioni Regionali. Secondo alcune voci, potrebbe essere lui il prossimo candidato alla presidenza della Regione Lombardia, se non dovesse esserci la disponibilità di nomi quali quello di Giancarlo Giorgetti e, soprattutto, se dovesse passare un’ipotesi di accordo, che come tale va presa, sul quale spingono alcuni, non tutti, esponenti della coalizione di centrodestra, un’ipotesi che va oltre Milano e la Lombardia ma abbraccia, invece, lo scacchiere nazionale.

Approfondisci:

Elezioni comunali: per il centrosinistra spunta l’ipotesi Ambrosoli

Lo schema

In sintesi Fratelli d’Italia esprimerebbe il prossimo candidato sindaco di Roma, la Lega esprimerebbe il prossimo candidato presidente della Regione Lombardia e Forza Italia esprimerebbe il prossimo candidato sindaco di Milano, scegliendo un civico vicino al partito. Altra casella a disposizione è quella del candidato sindaco di Torino, che, si dice, sicuramente non potrà andare a Forza Italia, che in Piemonte esprime già il governatore.

Nel caso in cui questa ipotesi dovesse prendere quota, in Lega si potrebbe puntare su Corbetta più che su Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo Economico di recente accostato alla candidatura a governatore, specie se non dovessero mettersi in gioco profili di rango nazionale quale Giorgetti.

Sul fronte di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, sempre secondo indiscrezioni, sarebbe più interessato a proseguire il suo lavoro al Parlamento Europeo.

WhatsAppFacebookXPrint

© Riproduzione riservata

Tag dell'articolo

ReferendumRiformaElezioni RegionaliGiancarlo GiorgettiLega


© Il Giorno