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Conciliare la famiglia e la carriera: dalla Regione fino a 400 euro al mese alle donne che vogliono lavorare per fermare l’emorragia dei licenziamenti

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06.03.2026

Conciliare lavoro e famiglia per le donne è sempre più difficile e impegnativo

Per approfondire:

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Milano, 6 marzo 2026 – Aiutare le donne a stare nel mondo del lavoro dando loro un contributo mensile che possa incoraggiarle a rientrarvi o a non uscirvi. È questo l’obiettivo della misura varata dalla Regione Lombardia. “Secondo elaborazioni su dati Istat e Inps, oltre una donna occupata su tre in regione lavora part-time e, in circa 6 casi su 10, si tratta di una scelta non volontaria ma legata alla necessità di seguire figli o familiari non autosufficienti – si spiega nella nota diramata ieri da Palazzo Lombardia –. Ancora più significativo il dato sulle uscite dal mercato del lavoro: ogni anno migliaia di lombarde lasciano la propria occupazione dopo la maternità o per assistere un parente malato”. 

Perché si danno le dimissioni 

In più dell’80% dei casi a dimettersi per motivi familiari sono le donne. La misura varata dalla Regione prevede un contributo fino a 400 euro al mese che in questa fase, cioè in attesa dell’eventuale rifinanziamento, sarà corrisposto per 12 mesi alle donne residenti in Lombardia, che abbiano un Isee fino ai 50mila euro e con carichi di cura familiari. O, detto altrimenti, che debbano occuparsi di figli minorenni o di propri cari anziani, con disabilità o malati. Il contributo potrà essere usato per coprire le spese sostenute per assumere baby-sitter, caregiver, assistenti familiari o per consentire ai figli di frequentare centri estivi. 

L'assessore regionale a Istruzione, Formazione e lavoro Simona Tironi

Chi può chiedere il contributo 

Nel dettaglio, potranno candidarsi al bando per il contributo le donne che vogliono rientrare al lavoro dopo aver avuto un figlio a condizione che abbiano avviato o ripreso l’attività lavorativa da non più di 180 giorni, oppure le donne che abbiano un contratto di almeno 6 mesi ma che vogliano passare dal part-time al full-time o a chi ha già fatto questo cambio negli ultimi 6 mesi. Ancora, possono candidarsi donne che lavorano da tempo ma hanno avuto un figlio o l’abbiano adottato o abbiano un minore in affido da meno di 12 mesi, e le madri con figli fino ai 14 anni, o fino ai 18 in caso di disabilità, così come le donne che assistono un coniuge o un parente convivente con disabilità.  

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In Lombardia 2 milioni di donne occupate 

“Con questo provvedimento – spiega Simona Tironi, assessora regionale al Lavoro – vogliamo evitare che il prezzo della cura ricada quasi esclusivamente sulle donne. In Lombardia ci sono 2 milioni di donne occupate, per un tasso di occupazione del 62,3%. Ma troppe lavoratrici sono costrette a ridurre l’orario, a rinunciare a opportunità di crescita o a lasciare il lavoro quando diventano madri o un familiare si ammala. Questa non è solo una misura di welfare, ma un investimento sulla dignità del lavoro femminile e sulla libertà di scelta. Il bando è aperto fino al 15 dicembre 2027”.

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