Calcio, basket e adesso l’hockey: proprietà e progetti a stelle e strisce, a Milano gli americani giocano in casa
In senso orario Marco Margiotta, Gerry Cardinale, Adam Silver e Katherine Ralph
Per approfondire:
Articolo: Hockey a Milano, Gios (Fisg) spaventa i tifosi: “I colori? Bianco e rosso”. Poi corregge il tiroArticolo: Un’arena per gli sport del ghiaccio a Rho Fiera: pronta a ottobre, accoglierà 4.000 spettatoriMilano, 1 aprile 2026 – Per il grande annuncio sembra sia soltanto questione di tempo, forse di giorni. Salvo sorprese dell’ultima ora, Milano tornerà ad avere una squadra di hockey sul ghiaccio che ambisce ad essere competitiva a livello nazionale e soprattutto internazionale.
Un nuovo inizio per l’hockey
Un nuovo inizio a trent’anni di distanza dalla fine della Saima. Un nuovo inizio in una piazza che ha tradizione anche sul ghiaccio: solo a livello nazionale si contano 32 titoli vinti. Andrea Gios, presidente della Federazione Italiana degli Sport del Ghiaccio (FISG), è stato sufficientemente ottimista, ieri, durante la conferenza stampa tenutasi in Fondazione Fiera per la presentazione della tensostruttura provvisoria che per tre anni coinciderà con la Milan Ice Arena.
Gli imprenditori interessati
“Un gruppo di imprenditori americani e italiani si è proposto di costituire una società di hockey a Milano – ha confermato Gios –. Gli investitori ad oggi sono House of Doge (colosso statunitense delle criptovalute già proprietario della Triestina calcio ndr) e Cristoph Leitner (titolare dell’omonima società, specializzata in impianti a fune ndr), ma sono disposti ad aprire ad altri capitali milanesi”.
Respiro internazionale
Impegni formali sono già stati presi. “Il 6 marzo è stata firmata una lettera di intenti, tra gli impegni c’è lo sviluppo del settore giovanile e femminile. Il 13 marzo – ha proseguito Gios – il gruppo ha presentato formale istanza di ammissione all’Ice Hockey League e ha pagato la entry fee (vale a dire la quota di iscrizione alla lega che unisce squadre austriache, slovene, ungheresi e italiane, ndr). Tutti i passaggi per l’ammissione stanno procedendo in maniera seria, siamo ottimisti perché c’è grande interesse ad avere una città come Milano in un torneo che già comprende capitali europee come Vienna, Lubiana e Budapest. La League dovrebbe deliberare l’ammissione entro fine aprile o inizio maggio”. Mentre la società – l’Hockey Club Milano, questo il nome scelto – “dovrebbe essere costituita in questi giorni. Nel futuro impianto di Rho “la squadra potrebbe giocare almeno 30 partite l’anno, poi portare anche partite della Nazionale sarebbe davvero facile perché è una delle pochissime piste in Europa a 26 metri e questo è un vantaggio”.
America pigliatutto
Un nuovo inizio per l’hockey milanese, un altro inizio a stelle strisce per lo sport milanese. Sì, perché se tutto dovesse andare a dama, House of Doge sarà, sebbene in coabitazione con Leitner, l’ennesima proprietà statunitense nel panorama sportivo cittadino. Basti pensare al calcio: entrambe le squadra che da oltre cent’anni dividono la città sono in mano a fondi di investimento americani o nordamericani.
Milan
Il Milan è di RedBird Capital Partners, società di gestione degli investimenti fondata nel 2014 a New York da Gerry Cardinale. Con l’attuale proprietà il Milan ha peraltro inaugurato una partnership con i New York Yankees, la più famosa squadra americana di baseball. Prim’ancora, dal 2018 al 2022, il club rossonero era di proprietà di Elliott Management, altro fondo di investimento statunitense.
Inter
Ma anche l’Inter è finita in mani Usa, per l’esattezza sotto il controllo di Oaktree Capital Management, anche in questo caso un fondo di investimento. Da novembre il 26% di Oaktree è passato sotto il controllo di Brookfield Asset Management, un superfondo che batte bandiera canadese quotato alla Borsa di New York e a quella di Toronto.
Nba Europe
Il basket, poi. Adam Silver e, prima di lui, David Stern, attuale ed ex commissioner dell’Nba, la celeberrima lega professionistica di pallacanestro del Nordamerica, stanno lavorando alla Nba Europe, una nuova superlega sul modello nordamericano che dovrebbe nascere in Europa nel 2027. Tra gli interessati a diventare proprietario di una franchigia potrebbe esserci, di nuovo, Gerry Cardinale ma anche l’Olimpia, di proprietà della famiglia Armani. Lo scorso gennaio il club rossonero e le Scarpette Rosse avevano infatti preso parte a una riunione a Londra in cui l’Nba ha illustrato le linee guida del nuovo torneo.
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