Yana Maliko, verso il processo d’Appello all’ex fidanzato. Il papà: “Riguarda tutte le vittime, venite a Brescia. Possiamo fare la differenza”
A destra l'avvocato Angelo Lino Murtas con la nonna paterna di Yana (a sinistra), Larysa Bodnari, e il papà Olekasandr Malaico
Per approfondire:
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La sentenza
Il 6 marzo del 2025 i giudici della Corte d'Assise di Mantova avevano condannato a vent'anni di carcere l'ex fidanzato della ragazza, Dumitru Stratan, 36 anni, moldavo, per omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Dumitru Stratan, imputato per aver ucciso Yana Malaiko
Era caduta l'aggravante della premeditazione e non era stato ergastolo, come richiesto invece dal pubblico ministero Lucia Lombardo. Erano sopravvissute l'aggravante del rapporto affettivo (appena terminato dopo due anni di relazione) tra Stratan e la vittima e quella della minorata difesa da parte di quest'ultima (sola in casa di notte, convinta ad accettare l'incontro con il moldavo con la scusa di riconsegnarle il cagnolino, l'inferiorità fisica della giovane donna nei confronti dell'uomo).
Yana Malaiko con il padre Oleksandr
Il delitto
Era la notte fra il 19 e il 20 gennaio del 2023, a Castiglione delle Stiviere, in un appartamento in un condominio in piazzale Resistenza, conosciuto come "grattacielo". Yana era ospitata da Cristina Stratan, sorella di Dumitru, per la quale lavorava come barista. Una volta in casa, era stata colpita al viso e al capo e poi compressa all'interno di un trolley che Stratan aveva nascosto sotto una catasta di legna e fogliame nelle campagne fra Castiglione e Lonato del Garda, dove era stato ritrovato soltanto nel pomeriggio del primo febbraio. L'autopsia aveva svelato “lesioni multiple di natura ematica” e indicato come causa della morte una “asfissia meccanica violenta.
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