Cesano, brucia il crocifisso del Biulè. I social si scatenano, ma l’origine può essere accidentale
Il crocifisso è stato distrutto dalle fiamme: un video è circolato sui social
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SeguiciCesano Maderno, 7 aprile 2026 – Crocifisso in fiamme a Pasqua, ancora da accertare le cause ma sul web si scatenano i commenti, anche di esponenti politici. L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di Pasqua e qualcuno si è spinto a ipotizzare un atto volontario in chiave anti-cristiana. Ma per il momento gli elementi certi sono altri. Il crocifisso in legno posizionato come edicola votiva (sullo stile di quelli che si vedono spesso in montagna) si trova da molti anni all’inizio di via Salita al Biulè, che come dice il nome porta al quartiere Biulè, leggermente sopraelevato rispetto alla provinciale che collega con la frazione Villaggio Snia.
Poco prima delle 19 il manufatto in legno è stato visto bruciare, avvolto dalle fiamme, ed è stato ripreso anche in un video diffuso via Facebook dal consigliere comunale Cristiano Crippa (Con Bosio per Cesano).
Le reazioni
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri. L’incendio è stato spento, ma il crocifisso era ormai compromesso. Da quel momento si sono scatenati i commenti via social, tutti orientati verso il gesto volontario e le conseguenti considerazioni.
Tra gli interventi anche quello della sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti (FdI), che ha parlato di “atto di vandalismo intollerabile, che profana un simbolo sacro e mina il rispetto per i valori cristiani condivisi da un’intera comunità” e quello del segretario nazionale di Patto per il Nord e sindaco di Aicurzio, Matteo Baraggia: “È stato profanato il nostro simbolo sacro. Una tale violenza specialmente in un contesto pasquale di pace e resurrezione non può trovare scuse o giustificazioni”.
Ma il sindaco Gianpiero Bocca puntualizza: “I vigili del fuoco non hanno trovato elementi che possano far pensare a un atto volontario. Sono sconcertato dallo sciacallaggio compiuto in queste ore da qualche personaggio che abbassa la politica a un livello squallido per raccattare quattro voti”.
Le piste
Tra le ipotesi più probabili, secondo il sindaco Bocca, che si è recato sul posto così come il parroco don Stefano Gaslini, c’è quella dell’innesco accidentale per le fiammelle dei lumini accesi con la presenza in questi giorni di numerosi fiori sintetici. “Attendo gli esiti delle indagini delle forze dell’ordine: se si stabilirà che è un atto volontario, evidentemente stiamo parlando di un imbecille, di qualunque nazionalità o credo. Ma mi sento di escludere che un fatto del genere possa essere ricondotto a una sorta di guerra di religione”, ha aggiunto Bocca mostrando anche un messaggio di solidarietà ricevuto da Hussein Tajamal, presidente dell’Associazione islamica del Villaggio Snia: “Bruciare una croce è un gesto grave e offensivo e non rappresenta in alcun modo i valori della nostra religione”.
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