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Oreste Forno: la mia vita con i grandi predatori. Fra le montagne dell’Himalaya sulle tracce del leopardo delle nevi

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04.03.2026

Un orso nella sua tana in Trentino e un’aquila in Valtellina

Per approfondire:

Articolo: A tu per tu con l’orso. La foto, poi i soccorsiArticolo: Dall’aquila delle steppe al drago barbuto: animali da favola ma vita da incubo in una casa di Nesso

Sondrio – I panorami immensi delle valli himalayane, la luce scintillante del ghiaccio che ricopre le vette, gli spazi sconfinati che si colgono da una cima di ottomila metri, il freddo intenso delle notti in quota, i primi raggi di sole che riscaldano attraverso l’aria sottile, la fatica, il fiato corto e soprattutto la solitudine: forse solo chi, come Oreste Forno, 74 anni valtellinese, ha provato quelle emozioni per tutta la vita, finisce per diventare lui stesso parte di quel mondo selvaggio e riesce a creare una connessione rara con i suoi animali. Gli orsi, le aquile, gli stambecchi, i lupi e ora i leopardi delle nevi. L’ultima fatica dello scalatore, scrittore e documentarista di Berbenno è dedicata proprio a uno degli animali più schivi, misteriosi e affascinanti dell’ambiente montano dell’Asia centrale.

L’incontro speciale 

“Sono da poco rientrato dall’India del Nord - spiega Forno -. Sono andato in cerca del leopardo delle nevi nella valle di Spiti, in Himachal Pradesh. Località a oltre 4mila metri abitate da una popolazione di origini tibetane. C’è un luogo speciale, un canyon molto profondo dove di sera i leopardi vanno a caccia di stambecchi e blue sheep. Vederli è molto complicato, perché sono animali solitari e poi sono in grado di mimetizzarsi molto bene. Sono stato fortunato perché sono riuscito a filmare una femmina con due cuccioli e poi un grosso maschio. Mi interessava molto questo abitante delle grandi montagne, quando ho visto il primo è stato molto emozionante. Stanno immobili, a volte è difficile distinguerli dalle rocce. Poi quando è quasi buio si muovono per andare a caccia e allora sui pendii nevosi si rivelano in tutta la loro maestosità”.

Aquila

Una vita per la montagna 

Dopo una vita trascorsa in montagna, come scalatore d’alta quota e organizzatore di importanti spedizioni negli anni Ottanta e Novanta Oreste Forno ha lavorato come guardiano per le dighe in Val dei Ratti senza mai smettere di dedicarsi alla fauna alpina. I suoi documentari sono stati protagonisti anche al Sondrio Festival. “Sono undici anni che seguo alcune famiglie di orsi in Trentino. A loro ho dedicato un documentario “Orso chi sei”. Così come ho seguito le aquile che vivono dalle mie parti in Valtellina. Ho seguito la nidificazione fino al primo volo dei piccoli. Conosco molti nidi - continua Forno -. Quegli animali sono la linfa della mia vita e spesso mi ritrovo immerso nel loro ambiente come se fossi parte della natura”.

Orso

Il leopardo protagonista del prossimo documentario 

Il leopardo sarà il protagonista di un prossimo documentario. Dopo tanti viaggi in Himalaya anche la meraviglia che si prova in certi luoghi è sempre la stessa: “Il leopardo è stato la ciliegina sulla torta, ma ho avuto il piacere di incontrare gli abitanti di quei luoghi. Ho intervistato le persone più anziane che vivono in alcuni villaggi. Volevo ritornare negli ambienti che ho frequentato per anni quando facevo le spedizioni. La cosa più bella è stata integrarsi nuovamente, ritornare alla dimensione umana del tempo”.

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