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In una settimana 13 persone uccise dalle valanghe sulle Alpi. L’esperto Elio Guastalli: “Il clima c’entra ma sono cambiati anche i comportamenti”

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17.02.2026

Elio Guastalli del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico coordinatore del progetto “Sicuri in Montagna”

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Madesimo (Sondrio) – Tredici persone uccise dalle valanghe sull’Arco Alpino in poco più di una settimana. È un bilancio drammatico quello degli ultimi giorni di questo strano inverno con tanta neve in quota. Gli esperti identificano una configurazione ricorrente all’origine dell’instabilità del manto nevoso: “La presenza di strati deboli persistenti, nascosti sotto la neve recente ma c’è di più”.

L’esperto Elio Guastalli

L’appello è quello di fare riferimento ai bollettini nivologici. "I problemi sembrano veramente gravi e le temperature giocano contro. Ma insieme ai cambiamenti climatici dobbiamo parlare assolutamente anche dei cambiamenti di abitudini delle persone che frequentano la montagna in inverno – spiega Elio Guastalli del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico coordinatore del progetto “Sicuri in Montagna” che organizza da molti anni giornate di formazione sulla neve per imparare a riconoscere i pericoli della montagna –. Negli ultimi anni abbiamo notato che c’è meno disponibilità ad approcci lenti e atteggiamenti pazienti. Situazioni difficilmente governabili che dovrebbero portare alla rinuncia e invece.... È un discorso molto complesso legato a situazioni oggettive di maggior pericolo della neve fresca, ma anche di abitudini che non sono più pragmatiche come un po’ di tempo fa. La rinuncia è sempre stata una scelta saggia di fronte a situazioni di difficile lettura, adesso non è più un’opzione”.

Giorni drammatici in Valtellina

Sono giorni drammatici anche in Valtellina. Sabato una valanga ha travolta una comitiva impegnata in un’uscita in motoslitta a Madesimo. Tre persone sono state salvate, una è rimasta sepolta dalla neve. Il 7 febbraio due scialpinisti, Sebastiano Erba (35 anni) e Alfio Muscetti (46 anni), hanno perso la vita dopo essere stati travolti da una valanga a circa 2.000 metri di quota. Due diverse valanghe si sono staccate nella zona del versante Nord del Pizzo Meriggio, sopra Albosaggia. Una terza persona che si trovava con loro è rimasta ferita ed è stata trasportata in ospedale in codice rosso.

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Sempre nella zona del Montespluga, il 6 febbraio, era stato travolto da una valanga il finanziere Erik Pettavino, 30 anni, impegnato in un’uscita di scialpinismo con un collega. Nonostante i tentativi di salvarlo è morto dopo sei giorni di coma. Secondo gli esperti anche la conoscenza e l’informazione hanno un ruolo in tanti incidenti che si verificano sulla neve.

"In neve fresca il rischio residuo rimane sempre”

"Nelle nostre giornate parliamo dello scambio di informazioni. Prima era molto più limitato perché passava attraverso il Cai, le guide, i gestori dei rifugi. Adesso con un click si interroga l’intelligenza artificiale, ma non sempre abbiamo a disposizione consigli intelligenti. I canali non sono sempre affidabili. Girano tante notizie e consigli che lasciano a desiderare, perché nell’immaginario viene reso tutto semplice. Salite alpinistiche di tutto rispetto vengono chiamate gite. Ma non è mai tutto così semplice come si vede. Dieci anni fa parlavamo di stagione scialpinistica. Adesso qual è la stagione giusta? Quando ha appena nevicato? Ci sono sbalzi di temperatura impressionanti, coesioni difficili, strati che non ricevono neve nuova...è una situazione molto complessa. In neve fresca il rischio residuo rimane sempre, ma l’invito è quello di condividere la voglia di andare in montagna con chi ha davvero esperienza: una guida, un istruttore. Non azzardate mai in modo estemporaneo e improvvisato”, conclude Guastalli.

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