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Buttare i fiori del Duce? Non è reato. Il giudice assolve l’ex brigatista. Cecco Bellosi: lo scandalo è quella teca

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25.08.2026

A sinistra Cecco Bellosi, di fianco una delle rievocazioni che annualmente si tengono a Giulino di Mezzegra davanti alla villa dove furono fucilati Benito Mussolini e Claretta Petacci

Per approfondire:

Articolo: Tolse i fiori dalla teca di Mussolini e Petacci: “Gesto simbolico, non reato”. Ecco perché è stato assolto Cecco BellosiArticolo: Strappò i fiori dalla targa di Mussolini a Giulino di Mezzegra: assolto Cecco BellosiArticolo: A Dongo va in scena il solito rito neofascista col braccio teso. Come risposta, gavettoni di sterco

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Non ci sono prove che sia stato lui a “frantumare” quella teca, mentre lui stesso ha ammesso di aver strappato via i fiori, “compiendo un gesto simbolico in un luogo altrettanto simbolico e come tale particolarmente divisivo per la sua valenza storica, culturale e politica”. Un gesto che “non si ritiene possa assumere di per sé una valenza penale”. Lo scrive il giudice del Tribunale di Como, Alessandra Mariconti, nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 19 giugno, ha assolto “per non aver commesso il fatto” Cecco Bellosi, 77 anni, in passato militante di Potere operaio e delle Brigate Rosse e che era finito a processo con l’accusa di avere danneggiato, nella notte del 28 aprile del 2023, la teca che davanti a Villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, conteneva le foto di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, che là........

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