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Occupazione in Lombardia, più assunti dalle agenzie: operai, apprendisti, impiegati. In 10 anni gli interinali cresciuti del 60%

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20.02.2026

In Lombardia cresce l'utilizzo di personale assunto tramite agenzia

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Milano, 20 febbraio 2026 – Cresce il lavoro in somministrazione: in dieci anni, i lavoratori e le lavoratrici assunti, a tempo indeterminato o determinato, da una agenzia per il lavoro che li mette poi a disposizione di una azienda utilizzatrice, hanno registrato un aumento del 60% in Lombardia.

Andamento disomogeneo nelle province lombarde

Dall’analisi degli ultimi dati Inps disponibili, l’andamento tra le province lombarde è disomogeneo. L’aumento, tra il 2014 ed il 2024, è del 169% nella provincia di Pavia, mentre sono più che raddoppiati nella Bergamasca, nel Cremonese, nel Bresciano, a Mantova e Lodi. Unica provincia lombarda in controtendenza è Varese, dove operai, impiegati e apprendisti in somministrazione (ex interinali) erano quasi 20mila nel 2014, mentre sono poco più di 8mila nel 2024.

Le criticità del lavoro in somministrazione

Al di là dei numeri, quali sono le criticità per questi lavoratori e lavoratrici? Ha provato a rispondere un’indagine nazionale di NIdiL Cgil, “Lavorare con le agenzie“, presentata a Brescia. Si tratta di una prima indagine conoscitiva, promossa in collaborazione con il Dipartimento di studi politici e sociali dell’Università di Salerno, per esplorare il ruolo delle agenzie, le condizioni di lavoro e la conoscenza dei diritti e delle tutele garantiti a lavoratori e lavoratrici dalla contrattazione collettiva e dalla legislazione.

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«A differenza di molti approfondimenti e pubblicazioni sul lavoro somministrato, abbiamo voluto ascoltare il pensiero e la percezione diretta che le lavoratrici e i lavoratori vivono quotidianamente; un metodo di inchiesta che non è partito da statistiche impersonali per fare emergere il vissuto dei singoli provando a trarne spunti e indicazioni di intervento concreto», ha spiegato Davide Franceschin, segretario nazionale NIdiL Cgil.

Le disparità evidenziate dall’indagine

Dall’indagine emerge che, pur in una valutazione complessivamente positiva, ci sono disparità rispetto ai dipendenti dell’azienda, riconducibili, innanzitutto, alla parità retributiva: per il 26% del campione, la disparità c’è e dipende dal mancato rispetto dell’inquadramento, dalla diversa paga oraria, dall’esclusione dal premio di risultato o dall’assenza o diversità di maggiorazioni. Altro tema è quello di discriminazioni e molestie, indicate dal 10% degli intervistati. Le vittime sono per lo più donne, stranieri, ma anche chi partecipa ad attività sindacali; talvolta la causa è il fatto stesso di esser lavoratore o lavoratrici in somministrazione. Delle 409 donne che hanno avuto periodi di gravidanza o maternità, il 13,4% ha risposto di aver subìto discriminazioni legate ad esse, soprattutto nel turismo, nella ristorazione e nella Pubblica amministrazione. Altra questione rilevante è l’instabilità lavorativa. Se la somministrazione è utile per la possibilità di reimpiego da parte dell’agenzia stessa, nelle fasce di età oltre i 34 anni questa condizione è fonte di sofferenza, perché c’è il desiderio diffuso di stabilizzazione nell’azienda utilizzatrice.

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