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La tempesta perfetta in Lombardia: siccità e pioggia di rincari. Nei campi si parte in salita

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10.04.2026

C’è chi ha cambiato seminativi, abbandonando il mais per colture che necessitano di minore acqua e carburante agricolo per la lavorazione

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Milano, 10 apeilw 2026 –  “La tempesta perfetta: carburante alle stelle, proprio nel momento in cui sono ripartite le lavorazioni nei campi e iniziano anche le prime irrigazioni a causa di una primavera siccitosa. E c’è chi, in corso d’opera, ha cambiato seminativi, abbandonando il mais per colture che necessitano di minore acqua e, quindi, di minor carburante agricolo per la lavorazione.

Crisi iraniana e aumento dei costi

“La crisi iraniana – spiega Mattia Ferrari, cerealicoltore, presidente dei giovani di Confagricoltura Brescia – ha causato l’aumento del costo del gasolio agricolo del 100% e dei fertilizzanti azotati del 47% in poche settimane. Questa situazione penalizza soprattutto le aziende cerealicole e quelle guidate da giovani imprenditori, perché lo scenario internazionale potrebbe ridurre la competitività delle nostre imprese”.

Impatto sui diversi settori agricoli

Dai cereali al settore lattiero-caseario, da chi alleva suini agli avicoltori fino al comparto florovivaistico, nessuno è esente dai rincari a cui il settore agricolo è particolarmente vulnerabile anche per la dipendenza dall’energia e dai carburanti per le proprie attività quotidiane. Le conseguenze negative potrebbero riflettersi non solo sulle imprese, ma anche sull’intera filiera agroalimentare, con probabili ricadute sui consumatori.

Sostegno governativo e incertezza futura

Un segnale importante è arrivato negli ultimi giorni, con l’accoglimento da parte del Governo della richiesta di Confagricoltura di estendere il credito di imposta per il gasolio agricolo per il 20% per il mese di marzo, ma è un palliativo. Si vedrà cosa accadrà fra due settimane, allo scadere dell’ultimatum del presidente Usa Donald Trump, ma nei campi della Pianura Padana la stagione agricola inizia ora, dopo il riposo invernale, e la chiusura dello stretto di Hormuz mette a rischio la tenuta delle imprese.

Mattia Ferrari, cerealicoltore, presidentedei giovani Confagricoltura Brescia

Preoccupazioni locali e trasformazioni necessarie

“Le imprese agricole bresciane stanno affrontando una fase estremamente delicata – sottolinea Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia –. Il caro carburanti incide direttamente su tutte le attività: dalla lavorazione dei terreni alla raccolta, dal trasporto dei prodotti al funzionamento delle serre. Ci troviamo in una situazione simile a quella delle grandi crisi degli ultimi anni – prosegue Garbelli –. I margini delle aziende si stanno riducendo drasticamente e il rischio è quello di compromettere la sostenibilità economica di molte realtà agricole, anche nel nostro territorio”.

Effetti sui seminativi

L’aumento arriva in un momento particolarmente sensibile per il settore primario, per l’intensificarsi degli interventi agronomici nei campi dopo il riposo invernale (il gasolio, in alcuni settori produttivi come orto-florovivaismo, fungicolo, zootecnia, piscicoltura e per la trasformazione dei foraggi e l’irrigazione, incide sui costi totali di produzione tra il 15 e il 20%). I fattori esogeni hanno già portato a una trasformazione dell’agricoltura lombarda, nella scelta dei seminativi. Negli ultimi anni, ad esempio, si è dimezzata la superficie agricola dedicata al mais, al netto di chi lo usa per autoconsumo, ma lo scenario attuale è destinato a modificare ulteriormente il panorama.

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