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L’acqua è più salata in Lombardia: la nostra regione in testa alla classifica rincari

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21.03.2026

Cambia l’uso domestico dell’acqua ma i rincari vanno monitorati sottolinea Tiziana Toto

Per approfondire:

Articolo: Vivere a Milano è carissimo ma una cosa è la più economica di tutta l’Italia: l’acquaArticolo: Milano, maxi investimento sul servizio idrico e la consulenza dell’intelligenza artificiale sulla gestione dell’acqua

Milano – Cresce la bolletta dell’acqua per le famiglie lombarde. La spesa media sostenuta nel 2025 per la bolletta idrica si è attestata a 415 euro (ipotizzando un consumo di 182 mc/anno), in crescita del 7% rispetto al 2024. Il trend, rilevato dal XXI Dossier di Cittadinanzattiva sul servizio idrico integrato, pubblicato in vista della Giornata mondiale dell’acqua che ricorre domenica, è in linea con quello nazionale, anche se l’aumento lombardo è maggiore di quello medio italiano (+5,4%).

I prezzi variano (e di molto) anche da provincia a provincia

Il Rapporto, curato dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, ha preso in esame le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2025 in riferimento ad una famiglia tipo composta da 3 persone e un consumo annuo di 182 metri cubi. Notevoli permangono le differenze tariffarie anche fra i singoli capoluoghi di provincia della stessa regione, in Lombardia si va dai 307 euro di Monza ai 531 euro di Brescia, mentre Milano si conferma il capoluogo più economico a livello nazionale con 203 euro.

Il bonus sociale idrico

Se si guarda agli aumenti rispetto al 2024, sempre nell’ipotesi di una famiglia di 3 persone con consumi di 182 mc all’anno, è però Milano il capoluogo con il rialzo maggiore (+9,7%), seguito da Cremona (+9,1%), Mantova (+8,8%), Como (+8%). Un risparmio arriva dal bonus sociale idrico, che permette di ridurre in media la bolletta di circa 97 euro all’anno, per nuclei familiari con Isee non superiore a 9.796 euro o con famiglie con 4 figli a carico e Isee non superiore ai 20mila euro. Il bonus è, quindi, uno strumento essenziale per rendere effettivo il diritto all’acqua per le famiglie vulnerabili, ma richiede piena efficacia in termini di accesso, informazione e semplicità.

Cittadinanzattiva: ci sono quattro priorità

“Di fronte ad una nuova emergenza che sta investendo le famiglie italiane – afferma Tiziana Toto, responsabile nazionale delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva –, colpite in misura sempre più estesa dall’aumento del costo di beni e servizi, nell’ambito della gestione della risorsa idrica chiediamo ai soggetti che gestiscono la governance del servizio (dal livello nazionale a quello locale) che si intervenga su quattro priorità: ridurre il water service divide, perché la qualità del servizio ma anche il costo non può dipendere dal luogo in cui si vive; garantire continuità di investimento oltre il Pnrr e rendere strutturale la capacità di programmazione e realizzazione; rafforzare la trasparenza e l’accountability verso i cittadini su piani, cantieri e risultati degli investimenti; garantire maggiore tutela sociale e accessibilità economica, rendendo pienamente efficace il bonus idrico e proteggendo le famiglie vulnerabili”.

Tiziana Toto

Al tema bollette, si aggiunge poi uno ancora più globale: i cambiamenti climatici. L’aumento della siccità, la riduzione della piovosità rendono indispensabile un servizio idrico più resiliente capace di garantire continuità, prevenire crisi e gestire gli eventi estremi senza scaricare disagi e costi sui cittadini.

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Bollette


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