Sanremo, gli highlights: ecco come è andata la terza serata /
Carlo Conti con la modella russa Irina Shayk sul palco dell'Ariston
Per approfondire:
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Poi arriva lei, Irina Shayk, divina e pronta a stare al gioco. “Buonasera Sanremo, sono felice di essere qui con tutti voi”, dice in italiano. Conti le chiede come mai sia venuta. “Carlo sono qui per te”, risponde tra le risate di Pausini. E alla domanda sul cantante italiano preferito non ha dubbi: “Ovviamente tu”, scherza rivolgendosi a Laura, “ma anche Mina e Adriano Celentano”. Poco dopo scende un altro “ospite” inatteso: Lapo Elkann. O meglio, Ubaldo Pantani nei suoi panni. L’imitatore gioca con tic, occhiali e pose, e l’Ariston si concede momenti di satira. Il cast è al completo, tutto pronto per entrare nel vivo. Ecco i 7 momenti che hanno segnato la serata.
L’Ariston in piedi per Mogol
“Ecco la storia della musica italiana”. Carlo Conti non usa mezze misure nel presentare Giulio Rapetti Mogol, premiato alla carriera a pochi mesi dai 90 anni che compirà il 17 agosto. L’Ariston si alza in piedi, standing ovation piena, lunga, quasi reverenziale. “Un’accoglienza così mi ha commosso”, dice Mogol. Poi snocciola numeri che raccontano da soli un’epoca: “Ho depositato 1776 canzoni alla Siae e venduto 523 milioni di dischi nel mondo, anche se non ci crede nessuno”. Sullo sfondo scorrono le immagini delle hit entrate nella memoria collettiva: ‘Un’avventura’, ‘La spada nel cuore’, ‘La prima cosa bella’, ‘L’emozione non ha voce’. È un pezzo di canzoniere nazionale che si riaccende in pochi minuti. Conti gli consegna un riconoscimento per la sua prima canzone depositata, ‘Precipito!’, datata 2 febbraio 1960, una targhetta dedicata alla Cucina italiana patrimonio dell’umanità Unesco e infine il Premio alla Carriera, “con un gigantesco, enorme grazie”, dice il direttore artistico. Alla domanda su quale sia la sua canzone preferita, Mogol sorprende scegliendo ‘Dormi amore’, scritta con Gianni Bella e interpretata da Adriano Celentano nel 2007: “L’ho dedicata a mia moglie, che ha molti anni meno di me. Parlo di cosa sarà la sua vita e cosa sarà la mia quando non sarà più la mia vita, ma ci sopravviverà il nostro amore”.
“Make Music Not War”: Pausini e il Piccolo Coro
Sanremo è festa, musica, allegria, ma è impossibile dimenticare i conflitti che squarciano il mondo. E allora il Festival decide di mandare un messaggio chiaro. Laura Pausini prende il centro del palco insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano e al Coro di Caivano per un’interpretazione intensa di ‘Heal the World’ di Michael Jackson, mentre sullo sfondo compare la scritta: “Make Music Not War”. “Vogliamo tutti un mondo senza guerre e le vogliamo per loro”, dice Pausini, indicando i piccoli cantori. La platea ascolta in silenzio, poi l’applauso esplode mentre i bambini scendono tra le poltrone, trasformando il teatro in un grande abbraccio collettivo. L’atmosfera si scioglie in un momento corale con il karaoke sui successi dello Zecchino d’Oro, da ‘Le tagliatelle di nonna Pina’ a ‘44 Gatti’. Le canzoni dell’infanzia, che ogni bambino dovrebbe poter cantare.
L’Ariston canta con Sal da Vinci
Il pubblico è il primo a vivere le intense emozioni del Festival, ma anche per gli artisti non è da meno. L’Ariston, quando arriva Sal da Vinci, esplode. ‘Per sempre sì’ diventa un coro unico, platea e sala stampa comprese. Lui canta scatenato, ma quando arriva l’applauso lungo e compatto non riesce a trattenere le lacrime. È uno di quei momenti in cui la gara passa in secondo piano e resta solo l’onda dell’emozione. Nel pomeriggio aveva già trasformato Sanremo in un piccolo teatro a cielo aperto: prima la cerimonia di promessa tra due innamorati davanti alla Concattedrale di San Siro, poi la piazza piena a cantare insieme il brano in gara, già diventato un tormentone.
Contro la violenza
È un alternarsi di momenti, questa terza serata. Durante un momento di dialogo con il pubblico, Carlo Conti si ferma e decide di rivolgersi direttamente al pubblico maschile: “A proposito di donne: quando una donna dice no, è no”. Un messaggio che dovrebbe essere chiaro per tutti: basta violenza sulle donne. E poco dopo il tema si allarga. In collegamento video c’è Paolo Sarullo, 25 anni, di Albenga, rimasto tetraplegico dopo un’aggressione da parte di un gruppo di giovani mentre era in monopattino. “Non deve più accadere a nessuno”, dice, lanciando un appello contro la violenza giovanile. Racconta di aver perdonato i suoi aggressori – “Sì” – tra gli applausi del teatro. Poi svela che il suo cantante preferito è Olly e, invitato da Conti, accenna ‘Balorda nostalgia’, seguito dalla platea dell’Ariston. Il conduttore lo saluta con un’esortazione: “Non mollare”. Paolo sorride, e risponde con la forza di chi non vuole arrendersi: “Non si molla un cazzo”.
Raffaele e De Luigi: un fantastico caos
“Sono passati dieci anni, e ci ritroviamo qui. Dieci anni fa Trump faceva casino, tu presentavi Sanremo, Arisa e Patty Pravo gareggiavano. Quanti ricordi”. Virginia Raffaele torna all’Ariston dove nel 2016 fu co-conduttrice proprio accanto a Carlo Conti. Il tempo passa, l’ironia resta. Con lei c’è Fabio De Luigi, al debutto sanremese, in coppia anche sul grande schermo nel film ‘Un bel giorno’, in uscita il 5 marzo. I due si improvvisano polistrumentisti, invadono lo spazio dell’orchestra, “rubano” il posto al maestro Pinuccio Pirazzoli e seminano un caos studiato tra spartiti e bacchette. L’Ariston ride, i maestri fingono sconcerto, Conti osserva con quella pazienza ormai collaudata. A chiudere la gag, un regalo simbolico: “l’orecchio di Donatella Versace”, residuo di uno dei travestimenti cult con cui Virginia dieci anni fa conquistò il Festival. Nostalgia, autoironia e un pizzico di anarchia controllata. Anche questo è Sanremo.
Eros, 40 anni dopo ‘Adesso tu’
“Signori e signori arriva dal mondo perché lui è un giramondo”. È la voce di Pippo Baudo a introdurre Eros Ramazzotti, superospite della terza serata. “Sei riuscito a trovare una serata per noi”, gli dice Carlo Conti. “Certo, oggi è il 26/2/2026”, risponde lui, ricordando che esattamente quarant’anni fa vinceva Sanremo con ‘Adesso tu’. L’Ariston si scalda prima ancora che parta la musica. “Sei bellissimo!”, gli urla una signora dalla platea. Eros sorride: “Umanamente sono peggio di prima. Il successo non mi ha fatto sentire superiore, mi ha dato solo la forza di fare quello che mi piace di più”. Poi, più serio: “È bello farlo, ma sappiamo bene quello che sta succedendo nel mondo e speriamo che le cose cambino”. Quando attacca ‘Adesso tu’, l’Ariston torna al 1986. Quarant’anni dopo, la voce è la stessa, l’emozione pure.
“L’Aurora” di Alicia Keys ed Eros
Subito dopo entra Alicia Keys, accolta da un’ovazione. “È vero che hai nel sangue un po’ di Italia?”, le chiede Conti. “Certo, lo sapete tutti, e se non lo sapete è un problema”, risponde sorridendo. I nonni siciliani, ricorda il direttore artistico. Per la prima volta dal vivo e in esclusiva mondiale, lei ed Eros cantano insieme ‘L’Aurora’. Ma qualcosa si inceppa: problemi tecnici fermano il duetto. “Non può sentire”, dice Alicia riferendosi a Ramazzotti. Conti lancia la pubblicità per dare tempo ai tecnici di sistemare tutto. Quando si riparte, è uno spettacolo. Alicia in piedi al pianoforte, Eros emozionato. Il duetto finalmente prende forma e accende l’Ariston. Poi la cantante regala un’intensa ‘Empire State of Mind’, trasformando “New York” in “Sanremo”. Memorabile
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