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Raffica di spari contro i buttafuori, il trapper Néza davanti al giudice: “Minacce e porto d’arma abusiva”

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20.02.2026

Il trapper Néza, nome d’arte di Anes Mihoub, 21 anni, nato a Legnano e residente a Castellanza

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Castellanza (Varese), 20 febbraio 2026 –  Finisce dal gup Néza, nome d’arte di Anes Mihoub, 21 anni, nato a Legnano e residente a Castellanza. Il trapper a marzo dovrà comparire davanti al giudice Francesca Roncarolo con l’amico coetaneo Ayoub Hadek. Le accuse: minacce aggravate a sei addetti alla sicurezza del locale Ritual di Castellanza e porto abusivo di arma clandestina.

La sera dell'incidente

Era il 31 maggio 2025. Hadek e un gruppo di amici hanno tentato di entrare nel locale ma il buttafuori li hanno respinti. Clienti ritenuti troppo molesti, atteggiamenti eccessivi, tensioni pregresse. Secondo l’accusa l’amico del trapper ha chiamato Néza per organizzare una reazione. Il gruppo si è radunato nel parcheggio in attesa dell’uscita dei bodyguard armato di catene, mazze e spranghe. A quel punto sarebbe arrivato anche Néza: passamontagna e semiautomatica. Intorno alle 3.30 sono partiti diversi colpi di pistola in direzione dei sei addetti alla sicurezza da circa dieci metri. Nessun ferito. Stando alle testimonianze, Hadek prese l’arma dalle mani di Néza dirigendosi verso uno dei buttafuori. "Attento, è ancora carica, non sparare”, aveva detto il trapper all’amico. Ma il colpo, premuto a distanza ravvicinata, non partì perché il caricatore era ormai vuoto.

Le indagini si sono sviluppate rapidamente attraverso testimonianze e riscontri raccolti tra i frequentatori del locale. Nei giorni successivi, su disposizione del pubblico ministero Susanna Molteni, sono scattate perquisizioni e sequestri, con il materiale inviato ai Ris per le analisi tecniche. Dopo l’episodio, Néza e Hadek erano già stati colpiti da un provvedimento di “Daspo fuori contesto“ della durata di due anni. Ora la vicenda approda in aula.

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