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Gli adolescenti e la finta favola dei social, parola di Alberto Pellai: “Danni alla mente e allo sviluppo. La politica non perda più tempo”

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19.04.2026

Alberto Pellai, psicoterapeuta e membro del comitato consultivo della Fondazione Patti Digitali

Per approfondire:

Articolo: Se i minori parlano la lingua della violenza. La psicoterapeuta Suigo: “I metal detector a scuola?Non sono la risposta”Articolo: La battaglia contro il cyberbullismo: giovani iperconnessi, il 51% usa l’IAArticolo: I nostri figli e i mostri del web in agguato nel silenzio delle camerette: “La psiche dei ragazzi è fragile, non vanno mai lasciati soli”

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Milano, 19 aprile 2026 – Non c’è più tempo. Perché, come il gatto e la volpe si approfittavano dell’ingenuità di Pinocchio per guadagnare zecchini d’oro, le multinazionali del digitale pare stiano sfruttando consapevolmente la vulnerabilità psicologica dei giovani per generare profitti. Non è una favola, ma realtà. E nel mondo qualcosa sta cambiando: lo dimostrano le recenti politiche a livello globale sulle età minime per l’utilizzo di smartphone e social. Anche in Italia qualcosa si muove: da una parte la Fondazione Patti Digitali, che genera alleanze educative tra genitori e comunità educante, dall’altra le istituzioni con una proposta di legge bipartisan.

Qualche giorno fa alla Camera, un confronto pubblico tra la Rete Patti digitali e le istituzioni è stata occasione per invocare, nuovamente, il bisogno di un intervento politico su questa emergenza. E riflettere con chi da anni si batte sul tema: Alberto Pellai, psicoterapeuta e membro del........

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