La moneta privata del potere: stablecoin, dollarizzazione digitale e conflitti di interesse nel cuore delle elezioni di midterm
Il meme coin e il token di Trump
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SeguiciMilano, 5 ottobre 2026 – Le elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026 non rappresentano una normale consultazione democratica. Sono, nella più semplice delle analisi, un referendum sulla capacità dell'architettura istituzionale della Repubblica americana di sopravvivere intatta a un secondo mandato di Donald Trump e, di conseguenza, sulla possibilità che l'ordine internazionale del dopoguerra continui ad avere negli Stati Uniti il suo principale artefice.
La posta in gioco va ben oltre Washington: arriva fino a Ginevra, Pechino e Francoforte, oltre che sulle scrivanie operative di tutti i fondi sovrani che stanno rivalutando la propria esposizione agli asset denominati in dollari. In palio ci sono il controllo della Camera dei Rappresentanti, del Senato e di oltre trenta governatorati.
Criptovalute
La storia è notoriamente sfavorevole al partito del presidente in carica: il tasso di approvazione netto di Trump è pari a -18,4 punti percentuali, il livello più basso del suo secondo mandato, mentre la media dei sondaggi nazionali registra un consenso del 39,1% contro un 57,5% di giudizi negativi.
Data la sua bassa popolarità, Trump teme di perdere il controllo del Congresso e, per questo motivo, il suo team ha lavorato intensamente per ridisegnare i collegi elettorali (attraverso il redistricting), con l'obiettivo di mantenere la maggioranza in entrambe le Camere del Congresso. Che cosa accadrebbe se, nonostante questi interventi strutturali, i democratici riuscissero comunque a riconquistare la Camera e, potenzialmente, anche il Senato?
L'analisi offre pochi motivi di........
