Bimba autistica picchiata a scuola da un’assistente, la mamma in lacrime in aula: non si toccano i bambini, meno che mai se disabili
L’indagine era scaturita dalla denuncia della madre, aveva scoperto lividi e graffi
Articolo: “Schiaffi sulle braccia e strattoni. Mia figlia la notte urlava nel sonno”. Ex maestra della scuola materna di Desio a processo per maltrattamenti
Articolo: Desio, maestra d’asilo a processo. La testimonianza di una mamma: “Schiaffi ai bambini, mia figlia aveva gli incubi”
Articolo: Maltrattamenti ai bimbi disabili: "Regime di violenza e paura". Quattordici a rischio processo
Brescia, 20 febbraio 2026 – È arrivato in Appello il caso della 37enne ex collaboratrice scolastica già condannata a un anno perché accusata di aver picchiato una bimba autistica di 7 anni cui faceva da assistente in una Primaria della Bassa.
Era la primavera 2022. L’imputata (che poi ha cambiato lavoro, ndr) fu arrestata in flagranza il 28 aprile di 4 anni fa al culmine di un’indagine scaturita dalla denuncia della madre, la quale aveva scoperto sulla figlia lividi e graffi.
La piccola avrebbe riferito il nome della presunta responsabile, riconoscendola in foto. Il processo di secondo grado è scaturito da un’impugnazione non solo della difesa, ma anche della procura, che contestava oltre alle lesioni i maltrattamenti (pizzicotti, tirate di capelli, strattoni). Nell’ambito di una rinnovazione dibattimentale è stata risentita la mamma della bambina. "Chiedo scusa a mia figlia per non averla saputa aiutare e non avere saputo a volte raccontare bene che cosa avevo visto - si è sfogata in preda alla commozione la madre al termine della deposizione -. Per favore, fate giustizia. Non si toccano i bambini, meno che mai se disabili”.
La testimonianza della madre
La donna in aula ha ripercorso la sofferenza della figlia riscontrata a suo dire dal gennaio - febbraio 2022, sebbene l’imputata la assistesse dall’anno precedente alternandosi con la maestra di sostegno. Nell’aprile 2022 iniziarono le crisi di panico e il rifiuto di andare a scuola.
"Un giorno all’uscita la sorpresi che piangeva a dirotto, diceva di avere mal dietro un orecchio. Era piena di graffi, anche le mani erano tutte graffiate. «Mi ha fatto male Francesca», ripeteva. Io non sapevo che fare. Le mostrai delle foto e lei non ebbe esitazioni”.
La madre ha ricordato anche una gita dell’11 aprile. "Mia figlia era stata bene, la maestra di sostegno mi aveva inviato delle foto. Ma al ritorno piangeva, aveva la felpa bagnata e il viso gonfio. Mi indicava la coscia: aveva un livido importantissimo. Non la mandai più a scuola. Tornò solo il 27 e 28 aprile perché così mi chiesero di fare i carabinieri, per trovare le prove, e mi costò tantissimo rimandarla”.
Le prove e l'attesa del verdetto
Quel livido fu notato pure dalla maestra di sostegno Francesca Schiavi, la quale però ha detto in aula di non aver notato mai altri segni. "La bambina quando era agitata tendeva a fuggire, si mordeva le mani e graffiava. L’ultimo anno era leggermente migliorata i comportamenti problematici c’erano”. Discussione il 14 maggio.
© Riproduzione riservata
