Assalto alla Stazione Centrale: niente domiciliari ai giovani Propal. “Hanno fatto autocritica e devono andare a scuola”
L'assalto alla Stazione Centrale di Milano dello scorso 22 settembre dopo il corteo Propal
Per approfondire:
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Le Misure Cautelari
“Condotte - si legge nelle 30 pagine firmate dalla gip - che sono espressione esasperata della volontà di affermazione degli ideali, motivo per il quale - prosegue - non servono gli arresti domiciliari tenuto conto anche della giovane età degli indagati e della necessità che gli stessi percepiscano il disvalore della condotta commessa senza, tuttavia, che vengano imposte eccessive limitazioni alla loro formazione e ai loro percorsi di studio”. Il reato contestato è “resistenza a pubblico ufficiale aggravata”.
Richieste della Procura e Difesa
La Procura aveva chiesto quattro misure di arresti domiciliari, dopo che il 18 marzo erano già stati eseguiti altri sei obblighi di dimora e di firma, sempre nei confronti di antagonisti di centri sociali milanesi per vari reati, tra cui resistenza aggravata, lesioni ai danni di alcuni agenti, interruzione di pubblico servizio e porto abusivo di armi improprie.
Secondo la gip, per gli otto giovani, difesi dai legali Mirko Mazzali e Guido Guella, “malgrado sia emersa e sia stata sottolineata la gravità dei fatti commessi”, il pericolo di reiterazione dei reati può essere contenuto anche con misure “non custodiali”. Le loro “condotte oppositive trovano la loro espressione in occasioni delle manifestazioni pubbliche e non si esplicano abitualmente nella loro quotidianità”.
Le Dichiarazioni dei Manifestanti
E, ancora: “Pur ritenendo plausibile, come da ciascuno dei manifestanti affermato, che non si fossero recati alla manifestazione per dare luogo a scontri con le forze dell’ordine - scrive ancora la giudice - la concitazione del momento, il tumulto trascinante della folla, il perseguimento di una motivazione profondamente sentita li ha indotti a ritenere giustificabili anche le reazioni violente nei confronti delle forze dell’ordine”.
Davanti alla gip i manifestanti avevano detto di essersi soltanto difesi dalle manganellate e altri ancora avevano fatto riferimento alla “rabbia” del contesto in cui si inseriva quella manifestazione “contro il genocidio a Gaza”. In tutto, dunque, per quella “guerriglia” sono state eseguite 14 misure cautelari. Diciassette gli indagati nell’ordinanza e altri 27 i denunciati.
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