Rider, la Cgil contro Burger King. Causa pilota sul committente: “Non ha vigilato sullo sfruttamento”
Un rider al lavoro a Milano Le condizioni salariali dei fattorini sono al centro di inchieste della Procura
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Nell’ambito delle due inchieste, che hanno messo sotto i riflettori lo sfruttamento dei fattorini, sette grandi gruppi che per le consegne si servono di Glovo e Deliveroo (catene di fast food e marchi della grande distribuzione) hanno dovuto consegnare alla Procura una serie di documenti, anche sui "modelli di organizzazione" e sui "sistemi di controllo interni" per verificare se sono idonei "ad impedire la commissione" dello sfruttamento. Accertamenti, quindi, sulle responsabilità dell’intera filiera, non solo delle piattaforme.
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In quest’ambito si inserisce anche la causa pilota della Cgil milanese, seguita dagli avvocati Carlo de Marchis, Matilde Bidetti e Sergio Vacirca, intentata per ora contro Burger King, ma che potrebbe essere estesa anche ad altre aziende.
La catena statunitense di fast food, secondo i legali, "ha omesso qualunque azione di monitoraggio e intervento correttivo previsti sia dal proprio codice etico sia dai protocolli a tutela dei lavoratori che era tenuta a osservare e far osservare".
Il codice etico di Burger King prevede infatti che i partner commerciali, come Glovo e Deliveroo, applichino standard di qualità nei rapporti di lavoro, a partire dai salari. Burger King, però, a detta del sindacato non avrebbe rispettato il suo stesso codice, con la conseguenza di una "pubblicità ingannevole" nei confronti dei clienti. Il suo comportamento sarebbe quindi stato "antisindacale", perché ha violato i doveri di vigilanza, prevenzione e contrasto dello sfruttamento dei lavoratori.
Il Tribunale, quindi, dovrebbe ordinare alla multinazionale di fare pressione sulle piattaforme per migliorare le condizioni di lavoro dei rider, inquadrandoli come lavoratori subordinati con il contratto collettivo della logistica. Una mossa che si inserisce nel percorso, appena avviato, per garantire condizioni di lavoro dignitose ai rider.
Sul fronte Glovo è già iniziato un dialogo tra responsabili e legali della filiale italiana del gruppo spagnolo e l’amministratore giudiziario Adriano Romanò, nominato dal pm Paolo Storari per traghettare l’azienda verso condizioni di legalità. Un dialogo analogo potrebbe riguardare anche Deliveroo, dopo che il gip si esprimerà sulla convalida o meno del provvedimento, per adeguare paghe che devono salire oltre la "soglie di povertà".
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