Vince il no e Milano fa festa: giovani e storici attivisti in piazza Duomo. “Risultato memorabile, parte da qui la riscossa della sinistra”
Milano, i festeggiamenti in Piazza Duomo per la vittoria del No
Per approfondire:
Articolo: Magistrati in festa a Palazzo di Giustizia: “Ora possiamo ricominciare a respirare”. E qualcuno piangeArticolo: Festa per la vittoria del No a Milano: “Decisive le giovani generazioni”Milano, 24 marzo 2026 – La dovuta cautela, chiuse le urne, si rompe dopo i primi risultati dello spoglio che arrivano dai seggi. “Andiamo in piazza”, è l’annuncio dato alle 16.15 nel salone della Camera del lavoro di Milano dedicato al sindacalista Giuseppe Di Vittorio, dove è riunito il Comitato per il No al referendum.
Sorrisi e strette di mano, la tensione che si scioglie e l’entusiasmo che cresce guardando anche i dati che arrivano dai seggi milanesi, dove il No si è imposto con numeri sopra la media nazionale. Un 58% in città e un 53% considerando tutta l’area metropolitana, in controtendenza rispetto alla Lombardia dove ha invece vinto il Sì.
L'avvocato Marco Dal Toso festeggia la vittoria del NO al referendum costituzionale Piazza del Duomo
Il brindisi
Alle 16.40 si stappano le bottiglie per un brindisi tra sindacalisti, avvocati, attivisti e rappresentanti di associazioni che si sono spese nel rush finale della campagna, tra maratone di incontri e iniziative nelle piazze. “Sono state decisive le giovani generazioni e le persone che solitamente non vanno a votare”, spiega raggiante l’avvocato Marco Dal Toso, portavoce del comitato.
Luca Stanzione, segretario generale camera del lavoro di Milano
“Una vittoria importante per la democrazia – prosegue – che apre una nuova fase per il nostro Paese. Sono state sconfessate le scelte del ministro della Giustizia, ma anche le politiche di questo Governo”. Secondo Luca Stanzione, segretario generale della Cgil di Milano, “questa città ha dimostrato di voler difendere la Costituzione. È un giorno memorabile, il Paese non è spaccato ma una netta maggioranza dice che la Costituzione non si tocca”.
Primo Minelli, presidente dell’Anpi di Milano, sottolinea che “hanno voluto dividere il Paese, e ora toccherà a loro riunirlo”. L’attivista e presidente dell’Arci Milano Maso Notarianni evidenzia la “sconfitta di questo Governo e del suo ultimo anno di lavoro, che ha puntato sulla cancellazione dei diritti e sulla repressione”.
Festeggiamenti per la vittoria del NO al referendum in Piazza Duomo
Reazioni a caldo, prima del raduno convocato per le 18: la scelta, dopo un “ballottaggio“ tra piazza Scala e San Babila, è caduta su piazza Duomo, il luogo simbolo di Milano. Una piazza che, crescendo il tam tam sui social e non, si è progressivamente riempita sul lato verso Palazzo Reale, con circa 400 persone arrivate alla manifestazione improvvisata. Bandiere del Pd, del M5s, della Cgil, dell’Anpi, a pochi passi dai vessilli della Palestina esposti per il consueto sit-in davanti al Duomo. Manifestazioni che si uniscono nel “No a tutte le guerre”.
Giovani in festa
Si balla sulle note di “Bella ciao” e dei “Cento passi” dei Modena City Ramblers, “Viva l’Italia” di De Gregori e “C’è chi dice no” di Vasco Rossi, colonna sonora della campagna. Ci sono studenti universitari e liceali, pensionati, genitori con i bambini al seguito.
“Sono contenta – spiega Karin Niderjaufned, studentessa 23enne di Scienze politiche alla Statale e attivista del movimento Uniti a Sinistra – anche perché si è rivelato determinante il voto dei giovani. Significa che la nostra generazione è pronta a farsi sentire. Tra di noi, in università, si è discusso tanto di questo referendum, abbiamo organizzato incontri e dibattiti, uno anche con Giuseppe Conte”.
Elena Zoppi, anche lei in piazza, sottolinea che “non siamo morti”, riferendosi alla sinistra. “Anche se in Lombardia ha vinto il Sì – aggiunge – da Milano arriva un segnale forte. Speriamo che possa essere ascoltato anche dal prossimo sindaco che verrà eletto”. Francesco Paolantonio, studente di Giurisprudenza, uno dei tanti fuorisede provenienti dal Sud Italia, parla di “un grande risultato per la democrazia, anche per la grande affluenza soprattutto al Nord”.
Milano, i festeggiamenti in Piazza Duomo per la vittoria del No
Ex magistrati
In piazza ex magistrati, volti della campagna per il No, come Armando Spataro (“Questo risultato è un segnale di risveglio della società civile”), per anni a capo dell’anti-terrorismo milanese, e l’attuale parlamentare Federico Cafiero De Raho (“Gli italiani hanno difeso la Costituzione e i giovani hanno dato un grande apporto, dimostrando tutto il loro interesse per il futuro del Paese”).
I politici
Sfilano politici del Movimento 5 Stelle, del Pd, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Rifondazione comunista, assessori comunali come Marco Granelli, Tommaso Sacchi e Lamberto Bertolé. Cristina Tajani e Pierfrancesco Majorino, in passato assessori della Giunta di Giuliano Pisapia, che invece si è schierato per il Sì.
“Milano, ancora una volta, dimostra di avere a cuore i valori della Costituzione, con un risultato straordinario non solo in città ma anche in città metropolitana – dice la segretaria del Pd Lombardia Silvia Roggiani –. Hanno mobilitato le tante bugie che la destra ha raccontato in questi mesi”. Per il segretario milanese del Pd Alessandro Capelli, è “ bello il risultato che si registra nella città metropolitana di Milano e nel Comune di Milano. Il No vince con largo margine e manda un ennesimo messaggio alle destre”.
Spunta anche l’europarlamentare Ilaria Salis: “Sono felice – spiega – sono tornata apposta per votare. È stato estremamente importante ogni voto: l’Italia ha scelto di stare dalla parte della democrazia e adesso costruiremo una alternativa dal basso. Non vogliamo diventare una provincia dell’Ungheria o degli Stati Uniti”. Gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, che l’hanno assistita nel processo a Budapest e nel periodo di carcerazione in Ungheria, si sono spesi nella Campagna per il No, e anche loro hanno atteso i risultati alla Camera del lavoro. Lo sguardo è ora rivolto agli equilibri politici nazionali e milanesi, alla sfida lanciata al centrodestra a partire dalla battuta d’arresto del referendum per il Governo Meloni. Per Primo Minelli, presidente dell’Anpi Milano, “ci aspetta un grande 25 aprile dopo questo risultato. Questo è un Paese che difende la Costituzione”.
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