San Giuliano, la proprietà minaccia il trasferimento della Pavoni: 30 lavoratori a rischio
Aria di riorganizzazione in una delle icone dell’espresso italiano. Nel pomeriggio di ieri, in un incontro coi sindacati Fiom...
Per approfondire:
Articolo: Nuovo sciopero alla Fiege Logistics: "No al trasferimento"Articolo: Muratori “fai da te” in rivolta. Autocostruzione fallita: "Vogliamo la compensazione"Articolo: La protesta dei muratori non pagati. Nuovi uffici Arera, la denuncia:: "Appalto pubblico, lavori opachi"San Giuliano Milanese, 19 marzo 2026 – Aria di riorganizzazione in una delle icone dell’espresso italiano. Nel pomeriggio di ieri, in un incontro coi sindacati Fiom Cgil e Uilm, la proprietà della Pavoni, storica azienda di San Giuliano che produce macchine del caffè e dal 2019 appartiene al gruppo Smeg, ha annunciato la volontà di aprire una procedura di cessione di ramo d’azienda per spostare produzione, logistica e ufficio acquisti in provincia di Verona. Una scelta che mette a rischio 30 posti di lavoro su un totale di 45 persone attualmente impiegate a San Giuliano.
La rabbia
"L’azienda presenta bilanci in attivo e non ha problemi di ordini e commesse, tanto da non aver mai fatto ricorso ad alcun ammortizzatore sociale - fanno sapere dalle sezioni milanesi della Fiom Cgil e della Uilm - Per questo è ancor più scandalosa l’improvvisa e unilaterale decisione di procedere al trasferimento. Vi immaginate più di 30 persone con casa, famiglia e affetti nel Milanese che, due volte al giorno, si sobbarcano 180 chilometri per recarsi al lavoro? Siamo di fronte a licenziamenti camuffati".
Ieri i lavoratori di via Gorizia si sono riuniti in assemblea e, a partire da oggi, scatterà un pacchetto complessivo di 10 ore di sciopero, distribuite su più giorni. I sindacati chiederanno che venga bloccata la procedura di cessione di ramo d’azienda.
L’appello
Intanto, si cercherà di sensibilizzare anche la classe politica ("abbiamo scritto al sindaco di San Giuliano"). "L’obiettivo - proseguono i sindacati - è la salvaguardia dell’occupazione e l’avvio di un confronto rispetto ad un piano industriale che preveda investimenti, innovazione ed efficientamento nel sito di San Giuliano.
È insostenibile che una realtà come la Pavoni, che vanta 121 anni di storia e rappresenta un pezzo del ‘made in Italy’, si trasformi nell’ennesima area dismessa".
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