San Giuliano, la Pavoni verso il trasferimento. Scatta la protesta dentro la città: “La proprietà riveda i suoi piani”
Il corteo dei lavoratori che ha sfilato per San Giuliano dal Comune fino alla sede della Protezione Civile
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Un passaggio che, se attuato, metterebbe a rischio oltre 30 posti di lavoro sui 45 attualmente impiegati nello stabilimento. E così, nella serata di ieri, un corteo scandito da slogan e striscioni, organizzato da sindacati e Rsu, è partito alle 19.30 da via De Nicola, sede del Municipio, ed è arrivato in via Labriola 23, sede della Protezione civile, dove alle 20.15 è iniziata una riunione del consiglio comunale.
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Riunione al consiglio comunale
Durante la seduta, i politici locali ha sposato in maniera bipartisan un ordine del giorno a sostegno dei lavoratori dell’azienda, che vanta 121 anni di storia e un forte radicamento sul territorio. Il documento licenziato dal consiglio comunale invita il gruppo Smeg a "riconsiderare le proprie scelte industriali, privilegiando soluzioni che garantiscano la permanenza a San Giuliano. Le lavoratrici e i lavoratori rappresentano un patrimonio di competenze, professionalità ed esperienza che deve essere tutelato”.
Anche il consiglio comunale appoggia la protesta dei dipendenti
Al contrario, “la perdita di una realtà produttiva storica rappresenterebbe un danno non solo occupazionale, ma anche economico e identitario per l’intero territorio. Lo slogan ‘Fatte a mano a Milano’ rappresenta un elemento distintivo che deve trovare coerenza nelle scelte industriali”.
Il corteo andato in scena il 30 marzo
L’appello dei sindacati
“La mobilitazione prosegue, con l’obiettivo di spingere la proprietà a retrocedere dal trasferimento. Una scelta che sarebbe impattante sull’occupazione e snaturerebbe l’identità della Pavoni – sottolineano i sindacati Uilm e Fiom Cgil -. L’interessamento e la vicinanza della classe politica rappresentano un segnale positivo”.
Domani alle 11 è previsto un incontro tra le parti, sotto l’egida di Regione Lombardia, in via Taramelli a Milano. Qui, in concomitanza con l’incontro, verrà organizzato un ulteriore presidio, per continuare a tenere alta l’attenzione sul tema e sensibilizzare l’opinione pubblica.
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