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Quando Aldo Moro scrisse: “Non si può rinunciare al nucleare sicuro. Senza energia si apre la via di una paurosa regressione”

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24.04.2026

Aldo Moro (23 settembre 1916 - 9 maggio 1978)

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In occasione dei 70 anni de Il Giorno e alla vigilia del quarantennale del disastro alla centrale nucleare di Chernobyl, il 26 aprile 1986, ripubblichiamo il testo che Aldo Moro scrisse per il nostro quotidiano il 4 ottobre 1977, a seguito di alcuni incidenti nell’impianto di Jaslovské Bohunice, nell’allora Cecoslovacchia. L’intervento del leader della Dc si intitolava “Politica nucleare. Un atto di responsabilità”.

di Guido Bandera

La crisi energetica impone la ricerca di nuove, o vecchie ma più sicure, fonti di approvvigionamento. Il dibattito sul nu­cleare, riacceso dopo un incidente in una centrale dell’allora Cecoslovacchia, coinvolge tecnici ed esperti, ma impatta sulle responsabilità della politica nella selezione delle giuste scelte da compiere. La riflessione di Aldo Moro è anche un modo per ragionare sui confini fra il diritto di protestare e di proporre soluzioni alternative da parte di cittadini e società civile e quello delle istituzioni di garantire l’applicazione delle scelte compiute nel quadro delle modalità costituzionali e democrati­che.

di Aldo Moro

La politica che il nostro Paese è chiamato a seguire per quanto ri­guarda la utilizzazione dell'energia nucleare propone seri interrogativi e problemi. L'appassionato dibattito che dura da anni e che si è intensificato negli ultimi mesi è dunque giustificato. C'è da compiacersi che siano va­gliate con grande attenzione le ragioni addotte in favore dell'una o dell'altra tesi. È appunto in questa sede preliminare, ma estremamente im­portante, che gli scienziati, dai tecnici dell'energia ai tecnici dell'econo­mia, possono far sentire la loro autorevole voce, offrendo elementi di giu­dizio sui bisogni, i rischi, le prospettive alternative.

Decidere poi spetta alle forze politiche, del Parlamento e del gover­no, nell'esercizio del mandato di tutela degli interessi nazionali che ad esse è stato conferito. L'importanza della posta in gioco è tale che bisogna dare una valutazione comprensiva della concitazione degli animi e dei movimenti di opinione pubblica che hanno caratterizzato il dibattito. È il senso, presente in tutti, di una grande responsabilità verso il futuro.

Aldo Moro con Pier Paolo Pasolini al 28esimo Festival di Venezia nel 1967 (Farabola)

Se gli avversari del ricorso a questa nuova forma di energia invocano ragioni di sicurezza, di normalità, di qualità della vita, coloro che ritengo­no necessario avventurarsi su questo terreno esprimono a loro volta allar­me........

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