Referendum giustizia, il voto in Umbria: lo spoglio in tempo reale | La diretta
Vincerà il Sì o il No? E' il giorno dei risultati del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Oggi lunedì 23 marzo, alle 7, si sono riaperti i seggi per gli ultimi voti. Le urne rimangono aperte fino alle 15, poi inizia lo spoglio. Qui in tempo reale i risultati della votazione, con approfondimento sull'Umbria, comune per comune.
Affluenza alle 23 di domenica
Alle ore 23 di domenica 22 marzo hanno votato il 50,11% degli aventi diritto: nella provincia di Perugia il 50,42%, mentre in quella di Terni il 49,21%. Nelle città di Perugia e Terni, rispettivamente, il 52,84% e il 48,19%.
I numeri del voto in Umbria
Hanno diritto al voto 658.038 umbri come dai dati diffusi dalle prefetture di Perugia e Terni. A questi vanno aggiunti gli umbri residenti all'estero, iscritti all'Aire (l'anagrafe degli italiani residenti all'estero) che hanno potuto votare regolarmente per corrispondenza (in Italia sono oltre 5 milioni, il dato umbro non è stato reso noto). Anche in Umbria, come nel resto d'Italia, gli studenti fuorisede non hanno potuto esprimere il loro voto a meno che non siano tornati nella regione di residenza.
I seggi sono 997, di cui 704 in provincia di Perugia spalmati nei 59 comuni e i restanti 293 nei 33 comuni della provincia di Terni.
Un calo di aventi diritto e di seggi. Nel 2020, quando gli umbri vennero chiamati a votare per la riduzione del numero di parlamentari di Camera e Senato, erano 666.602 gli aventi diritto e 1.005 i seggi (23 in meno di 10 anni prima). Le scuole sede di seggio resteranno chiuse lunedì e martedì.
Referendum confermativo: cosa vuol dire?
Il referendum in programma a marzo 2026 è regolato dall’articolo 138 della Costituzione: si tratta di un referendum costituzionale, volto a confermare o respingere una legge di revisione della Costituzione o un’altra legge costituzionale già approvata dal Parlamento.
A differenza del referendum abrogativo, il referendum ex art. 138 ha carattere confermativo, ossia consente a cittadine e cittadini di pronunciarsi sull’entrata in vigore di una modifica costituzionale.
Altra caratteristica rilevante del referendum costituzionale è l’assenza del quorum di partecipazione. Per il referendum popolare confermativo non è previsto alcun quorum di partecipazione. Il risultato è valido qualunque sia il numero degli elettori che si recano alle urne. L’esito del referendum determina l’entrata in vigore della legge costituzionale in caso di prevalenza dei voti favorevoli, la mancata promulgazione della legge in caso di prevalenza dei voti contrari.
Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?
Cosa prevede la riforma
La legge costituzionale oggetto del referendum, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana numero 253 del 30 ottobre 2025, prevede, in sintesi, l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, l’estrazione a sorte dei componenti e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari.
Come viene modificata la Costituzione
La riforma modifica sette articoli della Costituzione: 87, 102, 104, 105, 106, 107, 110. Nell'articolo 102 viene introdotta in Costituzione la divisione delle carriere tra i giudici (magistrati giudicanti) e i pubblici ministeri (magistrati requirenti). Nell'articolo 104 viene riformato il Consiglio Superiore della Magistratura e suddiviso tra due Consigli superiori distinti per magistrati giudicanti e requirenti. Nell'articolo 105 viene introdotta la nuova Alta Corte disciplinare. Nell'articolo 87 viene attribuita al Presidente della Repubblica la presidenza di entrambi i nuovi Consigli superiori. Nell'articolo 106 viene aggiunta la possibilità di nominare (per meriti insigni) un pubblico ministero come consigliere di Cassazione. Negli articoli rimanenti vengono previste alcune modifiche conseguenti alla separazione tra i due Consigli superiori.
