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Più lavoro nel Ternano grazie alle donne: l'occupazione sale del 3,1%

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13.08.2026

13 Agosto 2026, 08:24

Occupazione in aumento grazie alle donne, calo demografico per poche nascite e popolazione sempre più anziana rispetto alla media nazionale. Luci e ombre dal nuovo Rapporto Statistico relativo agli ‘Indicatori dell’economia ternana’ realizzato dall’Osservatorio provinciale istituito in Prefettura e al quale hanno partecipato Istat, Arpal Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Terni, con il contributo informativo della Banca d’Italia.

Il Rapporto, aggiornato al 31 dicembre 2025, si propone come obiettivo di fornire agli enti pubblici e agli operatori economici una documentata chiave di lettura dell’andamento dell’economia ternana. I principali indicatori presi in esame nella pubblicazione disponibile on line riguardano la vitalità delle imprese, il lavoro sommerso, le dinamiche occupazionali e creditizie, il turismo.

Emerge che, nel corso del 2025, il tessuto imprenditoriale ternano rimane sostanzialmente stabile, pur registrando un lieve calo delle imprese attive e un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni. Il commercio, l’agricoltura e le costruzioni rappresentano i settori più importanti, mentre cresce il peso delle società di capitale a discapito delle imprese individuali. Il mercato del lavoro provinciale mostra un andamento positivo, con aumento dell’occupazione, diminuzione della disoccupazione e riduzione dell’inattività. La crescita, come detto, è sostenuta soprattutto dalla componente femminile, che contribuisce a ridurre il divario di genere e a migliorare gli indicatori occupazionali complessivi.

In sintesi, la contrazione del credito all’economia regionale si attenua, crescono i prestiti bancari per le imprese medio-grandi, così come il credito alle famiglie. La qualità del credito rimane sostanzialmente invariata per i prestiti alle famiglie e registra un lieve peggioramento per quelli erogati alle imprese, e riguarda soprattutto il settore dei servizi e le piccole imprese.

L’andamento imprenditoriale

Il numero delle imprese rispetto all’ultimo trimestre del 2024 registra una lieve flessione (-0,2 per cento), dato comunque migliore rispetto alla media nazionale (-0,4 per cento) e sostanzialmente in linea con la stabilità riscontrata a livello regionale. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni risulta nullo, mentre nel secondo semestre non si registrano........

© Il Corriere dell'Umbria