L’Annunciazione del Gandolfi torna a splendere nella chiesa del Santissimo Salvatore
La sala conferenze è piena, tesa come nei momenti in cui non si assiste soltanto a una presentazione, ma a un ritorno. Non è solo arte: è una storia che riemerge, stratificata, ferita, e finalmente ricomposta. “L’Annunciazione” di Gaetano Gandolfi torna a parlare alla città, e Foligno risponde, gremendo ogni posto disponibile del Museo Diocesano. La grande pala d’altare – 416 per 244,5 centimetri – commissionata dal vescovo Filippo Trenta e giunta in città nel luglio del 1791, porta con sé una vicenda quasi romanzesca. Nata in formato ovale, adattata nel tempo, collocata solo successivamente sull’altare – nel 1972, a causa di misure non corrispondenti – è passata di mano in mano, di luogo in luogo, attraversando secoli e calamità. Fino al lungo silenzio degli ultimi decenni.
L'Annunciazione di Gaetano Gandolfi nella chiesa del Santissimo Salvatore (foto Marco Cardinali)
Dopo i saluti di don Giovanni Zampa, vicario generale interdiocesano, è il vicesindaco Riccardo Meloni a dare voce al sentimento collettivo: “Con questa tela che è tornata a casa, il territorio si è arricchito”. Parole semplici, ma dense, che restituiscono il........
