Ritrova 650 antenati della sua famiglia e ricostruisce l'intero albero genealogico dal 1764: la storia di Paolo Rugini
25 Settembre 2026, 10:00
Chissà se Paolo Rugini, che in due anni e mezzo di ricerca ha trovato tutti i suoi 650 antenati, riassunti ora in quasi tre secoli e dieci generazioni, ha mai guardatocon un pizzico d’invidia (come tutti noi) gli alberi genealogici di nobiltà, monarchie, papi, capitani d’Industria. Tutti belli e precisi. Tutti fatti apposta per trasmettere il loro senso del potere. E Rugini? C’è voluta tutta la sua determinazione per navigare nel mare mosso di archivi, registri parrocchiali scritti col pennino e in latino (“anche i cognomi, Ruginis…), cercare un cimitero che non c’era più e storie che sembravano definitivamente sepolte dalla vita e dalla memoria.
“Ma adesso è tutto in queste centinaia di pagine - sorride mentre apre il pc e gira lo schermo per mostrarci il suo capolavoro – che faremo leggere bene allestendo un gigantesco albero genealogico per la grande festa di domani sera a San Martino in Colle, il nostro paese. Lì ognuno dei 300 invitati della mia famiglia troverà la risposta a tutte le domande che forse si è fatto per anni. Una piramide con al vertice Pietro Rugini nato nel 1764 e la sua sposa Francesca Vincenti Tufo (lei era del 1771) e in basso il più giovane di tutti, Noah che ha festeggiato un mese il 23 settembre. Spero che ci sarà anche la… meno giovane, Anna Gallina, moglie di Evelino Rugini che di anni ne ha compiuti 98 lo scorso 10 aprile”.
- Qual è stato lo spunto per partire?
I funerali. Purtroppo ogni volta noi più giovani ci trovavamo a parlare delle nostre storie, tristemente. Di ammucchiare ricordi in ordine sparso. Allora abbiamo deciso di incontrarci tutti gli anni, di vederci, parlare con i più anziani e pian piano ho cominciato a fare questa ricerca un po’ al contrario. Sono partito da mia figlia........
