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Così muore un bar al mese. Confesercenti: "Perse 80 attività in sei anni, pesano aumento dei costi e riduzione dei consumi"

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30.09.2026

30 Settembre 2026, 07:30

In sei anni l’Umbria ha perso 80 bar, il 10,6% delle attività presenti nel 2019. A pesare sono soprattutto l’aumento dei costi di gestione, a partire da energia e materie prime, e la perdita di potere d’acquisto delle famiglie. Una contrazione che colpisce soprattutto le aree più marginali, dove i consumi diminuiscono, i flussi turistici sono più deboli e la popolazione è sempre meno numerosa.

Nel 2019 le imprese classificate nel servizio bar erano 758; sei anni dopo sono scese a 678. Significa che, in media, ogni anno hanno abbassato la saracinesca oltre 13 attività, più di una al mese. Il dato rappresenta il saldo tra le imprese presenti nei due anni considerati e non il numero complessivo delle cessazioni, che può essere stato in parte compensato da nuove aperture. A lanciare l’allarme è Confesercenti, che ha elaborato i dati delle Camere di commercio e richiama l’attenzione non soltanto sull’impatto economico, ma anche sulle conseguenze sociali della progressiva riduzione delle attività di prossimità. Secondo le stime dell’associazione, la diminuzione dei bar ha sottratto all’economia regionale 24 milioni di........

© Il Corriere dell'Umbria