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Il discorso del presidente Sergio Mattarella dalla Loggia del Sacro Convento: "Il sole di Francesco illumini il mondo e indichi la via della pace"

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04 Ottobre 2026, 11:46

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato il suo discorso alla nazione dalla Loggia del Sacro Convento. Il Capo dello Stato ha partecipato oggi domenica 4 ottobre alle celebrazioni in occasione della Festa nazionale di San Francesco d'Assisi, nell'ottavo centenario della morte del santo. 

"Sono trascorsi 800 anni dalla morte di San Francesco, patrono d'Italia insieme a un'altra grande santa, Caterina da Siena. La distanza temporale che ci separa da quell'evento non ha in alcun modo ridotto il suo fascino e il suo carisma che vive ben oltre i confini dell'Italia e della stessa cristianità di cui è figlio e figura eminente, profeta di pace, di amore, di rispetto per il creato. Il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni. La sua personalità, così umile e insieme così vigorosa, ha operato conversioni, orientato scelte di vita, suscitato attenzione e affetto, ispirato artisti e poeti, comunità e continua a esercitare un fortissimo ascendente su milioni di persone, particolarmente tra i giovani.

I caratteri della società italiana ne hanno tratto un segno profondo e non possono prescindere dalla sua lezione, né conferma la proclamazione a santo patrono che al contempo esprime invito e impegno alla coerenza, un santo figlio della terra umbra che respirò l'atmosfera intensa e dinamica del suo tempo. Francesco canta in francese, ma sceglie il volgare per predicare, per diffondere la parola di Dio. E con il Cantico delle Creature, la più alta tra le prime espressioni poetiche in volgare, magnifica e commovente, concorre all'inizio della storia della nostra letteratura, così come la rappresentazione della natività a Greccio e la diffusione della devozione popolare francescana contribuiscono all'avvio delle forme letterarie religiose e medievali. Le comunità francescane portano la vita religiosa fuori dalla solennità dei monasteri e si inseriscono nel tessuto urbano e sociale del loro tempo, così bisognevole di impegno e di presenza, incarnando un ideale di povertà evangelica e di vicinanza agli ultimi che traccia un segno profondo nella società medievale, aprendo la strada a forme nuove di solidarietà, a nuovi criteri di relazioni........

© Il Corriere dell'Umbria