D’Urso: “Prestazioni ambulatoriali aumentate del 25 per cento nel 2026”
16 Settembre 2026, 06:28
Piano contro le liste d’attesa, convenzione con l’università, equilibrio di bilancio, rete ospedaliera integrata. Nomine. Antonio D’Urso, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, fa il bilancio del primo anno di mandato - tra target raggiunti e criticità ancora da risolvere - nella cittadella della salute più importante tra Firenze e Roma: il Santa Maria della Misericordia.
- Direttore, come ha trovato e come sta ora l’azienda ospedaliera di Perugia, tra azioni di risanamento messe in campo e aspetti ancora da affrontare?
Ho trovato prima di tutto una grande azienda. E quando dico grande non penso soltanto alle dimensioni o ai numeri: penso alle professionalità, alle competenze, alla qualità clinica e alla forte identificazione di tante persone con questo ospedale.
Ho trovato anche, naturalmente, aspetti da migliorare: alcuni di carattere economico, altri organizzativo, altri ancora legati a meccanismi che nel tempo avevano bisogno di essere ripensati e riprogettati. Ma ho trovato soprattutto moltissime energie positive che aspettavano di essere messe a sistema.
È quello che abbiamo cercato di fare in questi mesi. Abbiamo aperto molti cantieri contemporaneamente: sui flussi dei pazienti, sul pronto soccorso, sull’utilizzo dei posti letto, sulle sale operatorie, sulle liste d’attesa, sulla gestione degli spazi, sull’efficienza energetica, sul governo dei costi e sull’integrazione con il territorio e con l’Università.
E accanto alla riorganizzazione stiamo investendo sul futuro. Abbiamo portato a compimento gli interventi finanziati con il Pnrr e stiamo installando la nuova Tc photon-counting, donata dalla Fondazione Perugia: una tecnologia diagnostica di ultima generazione che contribuirà a rafforzare ulteriormente la capacità tecnologica e l’attrattività del nostro ospedale.
Quello che mi interessa è far percepire, innanzitutto a chi lavora qui, che l’azienda è in pieno movimento. Si discute, ci si confronta, qualche volta ci si scontra anche, ma poi si decide e si va avanti. E sto trovando una risposta molto positiva da parte dei professionisti, insieme a una disponibilità a mettersi in gioco che considero uno dei segnali più incoraggianti di questi mesi.
Oggi vedo un’azienda in fermento, più consapevole delle proprie potenzialità e con una grande voglia di crescere. Non tutto è stato risolto e molto resta ancora da fare: sarebbe poco credibile sostenere il contrario. Ma oggi c’è una direzione chiara e, soprattutto, la volontà di percorrerla.
È forse questa la parte del mio lavoro che mi appassiona di più: mettere insieme le persone, liberare energie, costruire una visione e trasformarla, passo dopo passo, in cose concrete per l’Azienda e per i cittadini.
- L’equilibrio di bilancio è il primo obiettivo fissato dalla Regione: verrà centrato?
È un obiettivo molto impegnativo e stiamo lavorando per centrarlo. Non voglio però ridurre il tema del bilancio a una semplice operazione contabile.
Un grande ospedale pubblico deve certamente avere i conti sotto controllo, ma deve contemporaneamente curare di più e meglio. Il vero tema è recuperare efficienza senza impoverire l’assistenza, anzi creando le condizioni per migliorarla.
Abbiamo messo in campo un Piano di efficientamento, rafforzato il monitoraggio dei costi e della produzione e individuato alcune aree nelle quali........
