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Dieci anni da sindaco: «Mi dissero che il paese non era pronto a una donna, li ho fatti ricredere»

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21.03.2026

Una candidatura a sindaco arrivata quando la sua bimba era nata da soli tre mesi. Da lì una prima campagna elettorale, cinque anni con la fascia tricolore e poi il mandato bis. Una cavalcata di dieci anni in municipio affiancata da incarichi in altri enti.

Politica, lavoro, famiglia: un mix inevitabile, faticoso eppure meraviglioso per Cristina Andretta, 49 anni, professionista della comunicazione, dal 2013 al 2023 prima cittadina di Vedelago, 16 mila abitanti fra Treviso e Castelfranco. 

Più giovani, più istruite eppure ancora poco valorizzate: l’universo delle amministratrici a ottant’anni dal voto del 1946 raccontato nel dossier “Donne in Comune 2026” dell’Anci. A Nord Est sono il 37,9 per cento, ma in Italia le sindache sono ancora troppo poche

Come è approdata alla politica?

«Sono arrivata in politica quasi naturalmente perché mi ha sempre affascinata fin da bambina. Ricordo che ascoltavo i dibattiti in televisione e mi piaceva leggere i giornali, anche da molto giovane. Restavo davanti alla tv a seguire momenti istituzionali importanti. Crescendo, dentro di me si è formata un’idea molto semplice ma potente: vedevo la politica come uno strumento per fare del bene, quasi come nei cartoni animati di quegli anni dove alla fine il bene riusciva a vincere sul male. Forse era una visione ingenua, ma è stata anche la spinta più autentica che mi ha portato nel tempo a impegnarmi davvero».

Quando si è candidata a sindaco, secondo lei hai fatto più fatica di un uomo a farsi eleggere?

«Un po' sì. Non tanto per una questione di capacità, ma per il contesto.Quando mi sono candidata, ricordo bene un cittadino che mi disse: “Vedelago non è pronto per una donna al comando”. E quella frase, anche se detta in modo diretto, in realtà rappresentava un pensiero più diffuso. In più c’è tutto il tema dei sensi di colpa: quando hai una famiglia, e nel mio caso una figlia piccolissima, ti chiedi continuamente se stai facendo la scelta giusta. Questo è un peso che, ancora oggi, le donne sentono più degli uomini. Detto questo, io non mi sono mai fermata su questo aspetto. Sono andata avanti, ho lavorato, e alla fine credo che siano i risultati a parlare. All’inizio magari qualcuno ha bisogno “di una donna” per rispettare certe dinamiche, poi però si ricrede — e il riconoscimento te lo guadagni sul........

© Corriere delle Alpi