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Delfin, la paralisi costa 130 milioni l’anno a Lmdv

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27.08.2026

La partita dentro Delfin riparte dall'addio di Leonardo Maria Del Vecchio a EssilorLuxottica. La decisione del rampollo può essere letta anche in questa prospettiva: liberarsi dal doppio ruolo di manager e azionista per concentrare attenzione e capacità negoziale sulla cassaforte lussemburghese di famiglia.

Per il trentunenne figlio del fondatore si tratta ora di provare a ricomporre il fronte familiare. Sul tavolo le questioni aperte restano le stesse, completare la sistemazione dell’eredità di Leonardo Del Vecchio e trovare una soluzione ai nodi rimasti aperti: il flusso dei dividendi dalla holding verso gli otto soci e il futuro assetto azionario. Tanto più che Luca e Paola Del Vecchio hanno manifestato l’intenzione di uscire da Delfin.

L’addio a EssiLux nasce, affermano fonti vicine a Leonardo Jr, anche dalla delusione maturata nei confronti di Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato del gruppo e, contemporaneamente, presidente di Delfin, dal quale ad un certo punto, riferiscono le stesse fonti, non si è più sentito sostenuto.

Nella lettera di dimissioni, Del Vecchio Jr ha contestato una gestione diventata «distante» e «impersonale». Ma la scelta sembra anche riportare il rapporto tra famiglia e impresa al principio seguito dal padre: proprietà e gestione devono restare su piani distinti.

Leonardo Del Vecchio lo sintetizzava con una battuta: «Un manager posso licenziarlo, un familiare no». Non a caso........

© Corriere delle Alpi