Donne in politica, il sessismo resta una sfida aperta
E’ successo di nuovo. E, forse, non siamo nemmeno così stupite perché gli attacchi sessisti contro le donne impegnate in politica sono all’ordine del giorno. Apri un social e ne trovi uno. Poi apri i commenti e ne trovi altri cento. Attacchi gratuiti, non alle idee ma al corpo, alla sessualità, al genere. Una zavorra che ancora oggi ci rende dei bersagli ogni volta che proviamo a scendere in campo, a batterci in prima persona per il bene comune. Non importa la bandiera, la tessera di partito che teniamo nel portafoglio, la grandezza del Comune, il peso della carica o i voti conquistati. Non importano gli orientamenti, le proposte, le dichiarazioni. L’attacco è tutto rivolto a noi, alla nostra persona. Alla pretesa di prenderci quello spazio pubblico che abbiamo conquistato con decenni di battaglie. Eppure, in tutt’Italia, le donne non abbassano la testa e vanno avanti, attacco dopo attacco.
Il meme l’abbiamo tutte davanti agli occhi. Giorgia Meloni in adorazione di un Donald Trump inquadrato solo di profilo.
Sopra, una scritta a grandi lettere: “Serve un ordine restrittivo”. L’ultimo episodio di una polemica che si trascina da settimane, alla vigilia del vertice nato ad Ankara, dopo diverse tensioni, botte e risposte e imbarazzi istituzionali.
L’ultimo episodio di sessismo, anche se nel discorso pubblico hanno prevalso le questioni di politica internazionale e i rapporti sempre più difficili tra l’Italia e gli Usa. Solo qualche giorno prima, a finire nel mirino dei leoni da tastiera era stata l’assessora regionale della Campania, Fiorella........
